No Tav, no problem

Di Gianni Pardo il 31 luglio | ore 11 : 06 AM


Conosco il dramma della fame nel mondo. Ma capire, quando si è sazi, è poco. La fame è una sensazione importuna e durevole, che non si fa dimenticare, che dà una sorta di disperazione fisiologica, sicché oltre a rendermi conto del problema in termini di statistica e di geografia economica, cerco di pensare alla sofferenza reale di tanti esseri umani.
Ora invece provo a comprendere ciò che si può provare all’idea che altri, a spese sue, faccia un buco nelle Alpi e al riguardo mi risulta impossibile vibrare. La ferrovia c’è già. Se corre in un tunnel è anche meglio, perché del tutto invisibile. Comunque, nel ventre della montagna non ci sono mai andato, mai ci sarei potuto andare e mai m’è venuta voglia di andarci. Tra quella roccia e me non c’è il minimo rapporto. Essa non mi batte neppure quanto ad indifferenza: se essa non si cura di me, io mi curo ancor meno di lei. In queste condizioni, che me ne importa della Tav, nell’attraversamento delle Alpi? Assolutamente nulla. Zero virgola zero.
E tuttavia c’è gente che per andare ad infastidire chi ha progettato quel tracciato, chi effettua i lavori, e la forza pubblica che è costretta a presidiarlo, viene anche da lontano, col treno o in auto; bivacca; affronta disagi e fatiche; rischia di essere ferita o persino arrestata mentre commette il reato di violenza e resistenza alla forza pubblica. Se resistenza è: si tratta infatti di un attacco a poliziotti che a non altro aspirano che a veder terminare la giornata di lavoro per tornarsene a casa propria.
Le persone che si occupano di contrastare la Tav sono le stesse che all’occasione si battono contro la costruzione di un’autostrada, di un ponte o di un termovalorizzatore. Si battono contro ciò che è nuovo. Nuovo per loro, naturalmente, perché la loro cultura storica non va oltre mezzo secolo fa: non si batterebbero mai contro la lavabiancheria, il telefono, o la ferrovia. Ché anzi, a proposito di quest’ultima, dichiarano fieramente che andrebbe favorita, rispetto al trasporto su gomma, perché meno inquinante. E non sanno che, quando nacquero, esse furono contrastate dai misoneisti del tempo (non si chiamavano ancora ecologisti) con la stessa passione con la quale essi oggi si battono contro la Tav.
Non si può certo dire, in generale, che gli ecologisti abbiano ragione o torto: in alcuni casi hanno certamente ragione, in altri hanno certamente torto. Tuttavia, dal momento che l’ideale misoneista è perseguito con lo stesso entusiasmo in tutte le occasioni, quelle giustificate come quelle ingiustificate, se ne deduce che non è tanto il tale o tal altro problema, che interessa costoro, quanto l’occasione di “battersi”. Essi sono contro il nuovo per principio, e alcuni di loro sono contro polizia e carabinieri, per principio. Ogni occasione è buona per tentare di massacrarli con pietre, bastoni e bottiglie molotov.
Il problema dunque si sposta dall’ecologia alla motivazione profonda di questo atteggiamento. A nostro parere la molla sottostante è l’istinto umano della guerra. L’omosessualità è più frequente nelle carceri che fuori perché l’istinto sessuale è potente e, in carcere, non può avere uno sfogo normale. Nello stesso modo, in un lungo periodo di pace, l’istinto della guerra prende per necessità altre direzioni e si è obbligati ad inventarsi un nemico. Il caso più semplice è la passione calcistica; e infatti fra i tifosi i violenti non mancano. Ma ci sono coloro che sono lontani dal calcio e che abbisognano di più alti ideali, per indossare la divisa: costoro hanno inventano un’altra guerra, quella dell’ecologia. La attuano con le manifestazioni (guerra ritualizzata, si possono portare anche i bambini) o con la violenza (guerra combattuta, portarsi le armi da casa): ma il significato totale, per tutti, è il piacere di sentirsi un gruppo di “noi”, puri e buoni, contro un gruppo di “loro”, brutti e cattivi. O anche semplicemente carabinieri. La lotta di piazza per l’ecologia è la riprova che siamo in tempo di pace: come afferma il detto, le dimensioni delle persone sono date dalla dimensione dei problemi che le angustiano.
La Tav è stata decisa a livello europeo e il cittadino che sente poco l’istinto guerresco non può che guardare ai “combattenti ecologisti” con lo stesso stupito distacco con cui può guardare i tifosi che se le dànno di santa ragione a proposito di qualcosa che non ha importanza. E che comunque, in una direzione o nell’altra, non dipende affatto da loro. L’uomo pacifico si disinteressa della Tav quanto degli amori dei pesci rossi.
giannipardo@libero.it

Analisi Logica Editoriali

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4 Commenti

  1. Franco Marta, 9 meses fa Replica

    Hanno ragione i “rivoltosi” di professione: No al progresso!….Si all’età delle caverne! Se i mezzi di comunicazione, in Europa si modernizzano, è bene che noi si ritorni indietro di decenni!….Allora, per tale “nobile” scopo, guerriglia, guerriglia e guerriglia, “secondo gli incitamenti del nuovo vate Grillo!…….Ma, in che mani siamo?…Non sarebbe ora di tornare alla serietà ed al progresso?

  2. Fabrizio, 9 meses fa Replica

    Con tutto il rispetto, mi sembra la classica riflessione filosofica di chi è troppo presuntuoso per documentarsi di persona, la comodità del pensiero comune più del coraggio del cronista… cordialità!

  3. Marco, 9 meses fa Replica

    Assurdo. Un articolo scritto da chi non sa e non vuole sapere niente di quello che c’è in torno a lui. La classica situazione dello struzzo che mette la testa sotto la sabbia per non vedere quello che capita in torno a lui. Nell’articolo non viene data una ragione del pro o contro TAV. In compenso si dicono cose false come il fatto che è stata decisasin europa e non si può fare nulla più. Peccato che persone così non vogliano imparare a partecipare e conoscere cose per il loro benessere. I militari in Sardegna stanno morendo perchè non si sono chiesti cosa contenevano i proiettili che sparavano per esercitarsi. L’uranio impoverito gli regala ORA la leucemia e muoiono. … Forse i valsusini non vogliono respirare l’amianto presente in montagna che uscirà con la galleria. Buona Vita a tutti.

  4. TEX, 9 meses fa Replica

    Torino Lione : 15 miliardi di euro!!!!
    E’ come dire che un operaio si compra una Ferrari e una Villa al mare, senza avere i soldi per arrivare a fine mese. Ma svegliatevi, non abbiamo piu’ soldi per fare niente e li buttiamo via con il TAV (che tra l’altro sarà un TAC alta capacità = treni merci)… e poi la linea Torino Lione c’è già e la stanno sistemando ed è sfruttata al 30% delle sue possibilità.
    Il progresso deve essere mentale!! Io non sono contro il progresso, ma questo treno è veramente uno spreco di denaro, soprattutto in momenti come questi.
    Informatevi, grazie!


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