Nigeria, almeno 500 i cristiani vittime di fanatismo religioso

Mutilati, bruciati ed uccisi a colpi di Machete gli abitanti cristiani del villaggio di Dogo Nahawa

Di Valentina Cervelli il 8 marzo | ore 08 : 31 AM


Uccidere in nome di Dio. E’ quello che sta accadendo in queste ore in Nigeria. Una guerra interreligiosa che nella notte tra sabato e domenica ha ancora una volta affilato le proprie armi, uccidendo circa 500 persone.

Un tragico precedente era stato registrato lo scorso gennaio, quando le vittime erano state circa 400 a Jos, nella capitale. Ancora una volta, teatro degli scontri si è rivelato lo stato nigeriano di Plateau dove i pastori nomadi appartenenti all’etnia Fulani hanno attaccato i contadini cristiani di etnia Berom. “Almeno 500 persone sono state uccise in questo episodio abominevole”, ha reso noto ufficialmente il responsabile per la comunicazione dello Stato di Plateau, Dan Majang, rassicurando che almeno “95 persone” sono state poste in stato di arresto per aver preso parte al massacro del weekend.

Il capo di stato nigeriano ad interim Goodluck Jonathan ha messo in stato di allarme l’esercito del Plateau e degli stati ad esso vicini, ordinando la cattura immediata dei responsabili del genocidio, onde evitare ulteriori sia ulteriori violenze che la propagazione dell’organizzazione in latitanza.

Il massacro dei cristiani è avvenuto di notte, nel villaggio di Dogo Nahawa, mentre tutti dormivano, ignari del pericolo che stava per travolgerli. Uomini, donne, bambini: i gruppi di nomadi mussulmani non hanno risparmiato nessuno. E le povere vittime, uscite dalle proprie abitazioni dopo aver sentito dei colpi di arma da fuoco opportunamente sparati in aria, sono state mutilate, bruciate, uccise. A colpi di machete, ed altre armi di fortuna. Decine i feriti, scampati fortuitamente alla morte: per loro, nella migliore delle ipotesi, bruciature e mutilazioni permanenti.

“Gli assalitori sono arrivati all’improvviso sparando in aria proprio per far uscire la gente dalle case”, ha spiegato Gad Peter, responsabile della Lega dei diritti umani a Jos.”Erano organizzati, hanno attaccato simultaneamente da varie direzioni, hanno incendiato le case e ucciso donne e bambini. Adesso”, ha commentato, “Dogo Nahawa è un villaggio fantasma”.

Nella notte del massacro di Dogo Nahawa, altri due villaggi hanno subito la stessa sorte: Ratsat e Zot, dove diverse persone sono state uccise a colpi di machete e le abitazioni sono state bruciate.

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