Nazioni Unite: rinnovare il futuro si può, sono le lobby petrolifere a non volerlo
Presentato il rapporto delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Sostituire le fonti fossili è possibile, bisogna attuare politiche a sostegne delle energie rinnovabili
Di Antonio Tomeo il 16 maggio | ore 09 : 45 AM
Mentre nel mare Adriatico si cerca il petrolio, le Nazioni Unite cambiano rotta e vanno nella direzione delle energie rinnovabili. Il 9 maggio è stato presentato a Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, il rapporto “Relazione speciale sulle fonti energetiche rinnovabili” redatto dall’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), un istituto delle Nazioni Unite che si occupa di monitorare il global worming, meglio conosciuto come riscaldamento globale.
Secondo gli studiosi le energie rinnovabili potrebbero soddisfare tutte le richieste energetiche del pianeta. Già altri studi avevano dimostrato la possibilità di sostituire completamente le fonti fossili con energie pulite, come acqua, sole e vento. Questa volta però a dirlo sono le Nazioni Unite.
Attualmente le energie rinnovabili ricoprono il 13% del fabbisogno mondiale, con punte del 19% per la produzione di elettricità. Non è un dato soddisfacente. Secondo il WWF, infatti, l’energia eolica potrebbe soddisfare da sola il doppio dell’attuale domanda energetica mondiale, quella geotermica più del doppio e quella solare potrebbe fornire una quantità di energia da 3 a 100 volte superiore rispetto al consumo energetico globale.
Le tecnologie per la transizione verde non mancano. Già oggi sarebbero pronte per una simile prestazione. Cosa limita tale passo avanti è spiegato dalle Nazioni Unite . Nel rapporto infatti si legge che la transizione pulita sarebbe “osteggiata da forti barriere di ordine politico che impediscono di utilizzare interamente questo potenziale”. Non è certo questa la novità. Il vero passo avanti è che questa volta ad affermarlo non è un’associazione ambientalista o un estremista ecologista, ma un organismo istituzionale come le Nazioni Unite attraverso un proprio istituto, l’IPCC appunto.
Secondo gli esperti delle Nazioni Unite le fonti rinnovabili sono la nuova frontiera, non solo in fatto di disponibilità e competitività dei costi, ma anche per una concezione più democratica dell’assetto energetico mondiale: tutti i Paesi hanno infatti “accesso a una o più fonti di energia rinnovabile, a differenza dei combustibili fossili e nucleari”. Non solo, l’utilizzo delle fonti rinnovabili aiuta a contrastare il surriscaldamento globale, considerando che “per mantenere il pianeta al di sotto della soglia di pericolo dei 2 gradi, approvata dalla Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC), le emissioni di gas serra globali devono cominciare a diminuire entro il 2015”.
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