Nato il computer che legge il pensiero e lo trasforma in parole
Dall'Università dell'Utah questa grande novità: a quando i primi risultati sul campo?
Di Ferdinando Toscano il 8 settembre | ore 16 : 14 PM
Sembra un argomento da film di fantascienza, ma oggi sembra esser diventato realtà grazie ad annuncio che proviene dalla statunitense Università dell’Utah: sviluppato un computer capace di comprendere e pronunciare le parole pensate dal cervello cui è collegato.
Come riporta la rivista specializzata “Journal of Neural Engineering”, la ricerca ha portato ad ottenere risultati positivi per circa l’80% dei tentativi effettuati, risultato assolutamente incoraggiante considerata la difficile natura del progetto.
Per questi iniziali test, sono state adottate 10 parole molto comuni che un soggetto ha pensato e che il computer ha successivamente interpretato senza che la persona le pronunciasse ad alta voce.
Le potenziali applicazioni, come spiega il prof. Bradley Greger, sono diverse e corrono quasi tutte “per la riduzione delle difficoltà di comunicazione nei pazienti paralitici”. Per adesso i risultati rendono la macchina ancora poco utile per un’applicazione nel presente, ma nell’arco di due o tre anni, secondo le stime, le abilità di questo computer saranno migliorate, e potrebbero vedersi le prime, concrete applicazioni sul campo a favore di persone con vario genere di disabilità.
Una notizia che fa ben sperare, dunque, per la salute di molte persone e che, comunque, dimostra ancora una volta come sia importante l’interazione tra tecnologia e ricerca per migliorare la vita dell’uomo non soltanto in virtù di ragioni economiche o ad esse strettamente legate, ma anche per dare possibilità a chi, purtroppo, per natura non ne ha o non ne ha più.
Related Posts
-
16 April at 12 : 05 PM 0
Oggi è il Foursquare Day: le città che aderiscono e gli eventi
-
15 April at 12 : 35 PM 0
Top week: i più letti dal 9 al 15 aprile 2012
-
14 April at 15 : 21 PM 0
La settimana su Twitter: dal 9 al 14 aprile 2012
-
11 April at 19 : 50 PM 0
Cos'è Google Currents








