Minacce ai bambini down su Facebook: orrore inaccettabile

Di Valentina Cervelli il 22 febbraio | ore 09 : 15 AM


Gli stupidi sono sempre esistiti, e di questo ne siamo coscienti, ma che potessero arrivare a prendersela in maniera orrenda ed inaccettabile con dei bambini, per di più affetti dalla sindrome di Down, lascia interdetti e schifati.

E’ di queste ore la notizia che il gruppo di Facebook “Giochiamo al bersaglio con i bambini down” sia stato finalmente chiuso dall’azienda di Palo Alto.

Tra gli slogan permeati di ignoranza e razzismo era possibile leggere il proclama di creazione da parte degli admin del gruppo, tali “Il signore della notte” e “Il vendicatore mascherato”: un testo permeato da errori grammaticali ed ignoranza apocallitica.

“E’ così difficile da accettare questa malattia… perché dovremmo convivere con questi ignobili creature… con questi stupidi esseri buoni a nulla?”, recitava il testo. “I bambini down sono solo un peso per la nostra società. Dunque cosa fare per risolvere il problema? Come liberarci di queste creature in maniera civile? – Ebbene si signori… io ho trovato la soluzione: Esso consiste nell’usare questi esseri come bersagli, mobili o fissi, nei poligoni di tiro al bersaglio. Una soluzione facile e divertente per liberarci di queste immonde creature”.

Un delirio che, presente da giorni su Facebook contava quasi un migliaio di iscritti, e fortunatamente, in gruppi paralleli e di contrario contenuto, diverse migliaia di oppositori ad una simile barbarie. La Polizia Postale è già al lavoro per individuare i due admin fasulli: dovranno rispondere del loro gesto davanti alla legge.

Le reazioni a questo scempio sono state molte: in primis fra gli utenti di Facebook che si sono riuniti per protestare contro la barbarie di questo gruppo e chiederne una rimozione il più veloce possibile, ed in secondo luogo dalle associazioni di categoria e dalla politica. Il ministro per le pari opportunità Mara Carfagna ha sottolineato, intervenendo sull’accaduto che “l’istigazione a delinquere, ovunque questa avvenga e in qualunque forma, è un reato e, di conseguenza, verrà certamente perseguito dalla Magistratura. I responsabili stiano certi che saranno individuati e denunciati”.

Una riflessione è d’obbligo in questo caso. Nei social network come Facebook, è ancora giusto applicare una politica lassista di controlli ed iscrizione? Non sarebbe meglio, come accadeva nei primi anni di diffusione di internet obbligare gli utenti, prima di una iscrizione, a fornire all’azienda fornitrice del servizio (Facebook in questo caso, n.d.r) gli estremi di un documento in modo tale da poter agire con estrema tempestività in casi come questo?

Editoriali

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Un Commento

  1. salvatore, 1 anno fa

    aberrante questa è apologia del nazismo.


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