Maroni e i permessi di soggiorno, in diretta su Facebook

Di Stefano Catone il 5 gennaio | ore 18 : 11 PM


L’indipendenza della Padania, questa volta, la faranno a mezzo Facebook. I dirigenti leghisti hanno scoperto il social network di Zuckerberg (mentre i politici più digitali stanno già migrando verso Twitter, ma questo è un altro discorso) e ne fanno un grande uso. Su tutti, negli ultimi giorni, è particolarmente attivo l’ex ministro dell’Interno, Roberto Maroni, il quale ha scelto la scena pubblica e digitale per mettere a nudo la sua doppia personalità.

Poco meno di un anno fa, ospite di Fabio Fazio, Maroni, impegnato nella trasformazione in statista, esprimeva parole di solidarietà nei confronti delle popolazioni del Maghreb, in fuga. Parlava di un’emergenza simile a quella causata da un terremoto, e che quindi richiedeva un impegno di simile portata da parte dello Stato. Pur dimenticandosi del terremoto umanitario che dalla decolonizzazione colpisce quelle terre, l’allora ministro si ritagliava un profilo quasi europeo, lontano da quello dei suoi compagni di partito. Luca Zaia, ad esempio, riferendosi alle stesse popolazioni in fuga di cui parlava Maroni, dichiarava: «quelli che arrivano con le scarpe da ginnastica firmate, il giubbottino all’occidentale e il telefonino in mano non è gente che chiede l’asilo politico».

Era bravo, Roberto Maroni, era tanto bravo che il vicesegretario del Partito Democratico, Enrico Letta, aveva individuato in lui la figura giusta da collocare al centro del futuro assetto politico: “per questo oggi siamo disponibili – dichiarava Letta -, per andare oltre Berlusconi, a lavorare per un piano per l’Italia di domani anche con un governo guidato da una persona responsabile come Roberto Maroni”. E ancora, nel mezzo dell’estate: “Il mio è un appello a Roberto Maroni: si faccia avanti. Abbia il coraggio di far fare alla Lega i passi necessari perché abbia un futuro. Pur essendo un partito alternativo a noi, può essere ancora uno dei motori del cambiamento. Se resta in questo pantano, rischia di sparire con Berlusconi”.

Le cose sono poi andate come ben sappiamo. Il governo Monti, la Lega arroccata nel Parlamento padano, impegnata a ricostruirsi la verginità degli anni ’80, quella della “questione settentrionale”, condita con una dose di sano razzismo. Sano, già, perché è quel tipo di razzismo che l’Italia di Berlusconi ha sdoganato, e portato al governo.

Roberto Maroni non si è tirato indietro: fare l’uomo di Stato, stando all’opposizione, non paga. Ecco allora che nasce una pagina Facebook ufficiale, per dialogare senza filtro, e anche per solleticare le pulsioni, che come strategia elettorale non è male.

E’ dei giorni scorsi la notizia della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale di un decreto del 6 ottobre 2011, voluto da Maroni, che introduce pesantissimi aggravi fiscali per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno. “Opera mia, è vero, decreto firmato da me e Tremonti in ottobre, appena in tempo…”, commentava l’ex ministro su Facebook, con una certa punta d’orgoglio. L’ex ministro prevedeva anche le possibili reazioni: “a favore degli immigrati si mobiliteranno i sindacati e tutte quelle associazioni ‘umanitarie’ che tutelano i clandestini (io le conosco bene, sono quelle, per intenderci, che mi hanno denunciato più volte per la mia azione sui campi nomadi e per i respingimenti dei clandestini in mare). Il decreto l’ho firmato io, è una norma giusta ed equa”. Si stuzzicano così le reazioni più torbide, tirando in ballo campi nomadi e respingimenti di clandestini in mare, quando invece il decreto parla di permessi di soggiorno, quindi di immigrati regolari, che lavorano, pagano le tasse, vivono in Italia e consumano in Italia. Fanno anche benzina in Italia, per dire. Alla notizia che il governo, sulla scia delle proteste, ha prospettato la possibilità di rivedere il decreto, Maroni parla di “un atto di vera e propria discriminazione nei confronti dei cittadini padani e italiani, un attacco ai diritti di chi lavora e paga la crisi”, dimenticandosi, ancora una volta, che stiamo parlando di immigrati regolari, che lavorano e pagano la crisi.

La doppia personalità di Roberto Maroni, da seguire in diretta.

Viceversa , ,

Related Posts

Scrivi il tuo Commento

Ricorda che non sono consentiti: contenuti offensivi e diretti all'autore, razzisti, diffamatori, che contengono turpiloquio o contrari alla legge italiana, pubblicitari, copiati o privi di significato; commenti privi di nome, cognome e indirizzo email.

*

Sondaggio

La tua considerazione di Berlusconi negli ultimi 3 anni?

View Results

Loading ... Loading ...

About us

DailyBlog.it - Testata giornalistica iscritta, con ordinanza n. 4/2010, presso il Registro Stampa del Tribunale di Vasto (Ch).

P.IVA 02328460692 – ROC n. 20166

Direttore Responsabile: Alessandro Olivieri - More >