Obama: è tempo di passare a energie pulite
In discorso da Studio Ovale paragona la marea nera a un'epidemia
Di Redazione il 16 giugno | ore 06 : 30 AM
La “tragedia” della marea nera mostra al mondo che “è arrivato il momento di passare alle energie pulite”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, rivolgendosi agli americani con un discorso solenne dallo Studio Ovale della Casa bianca dedicato alla “peggiore catastrofe ecologica” della storia del Paese: “La tragedia che ha toccato le nostre coste è un richiamo doloroso e forte per farci capire che è giunto il tempo di adottare le energie pulite per il futuro” e “di lanciare una missione nazionale che liberi le potenzialità dell’innovazione americana prendendo in mano il nostro destino”.
“La grande lezione della marea nera” è che le perforazioni petrolifere ormai comportano rischi enormi, quale che sia la regolamentazione. “Noi americani – ha ricordato il presidente – consumiamo il 20% del petrolio mondiale ma possediamo appena il 2% delle riserve mondiali”. E questo spiega perche le compagnie petrolifere sono spinte a cercare il petrolio anche a 1500 metri di profondità sotto il mare. Obama ha poi paragonato la marea nera che insozza il Golfo del Messico a una “epidemia” che gli Stati Uniti saranno costretti a combattere per mesi e forse per anni.
Il presidente americano ha assicurato che gli Usa “combatteranno l’inquinamento con tutti i mezzi possibili e fin quando sarà necessario” e ha detto che la sua amministrazione “farà pagare alla Bp tutti i danni che questa azienda ha provocato”. Barack Obama incontrerà questo pomeriggio alla Casa Bianca il presidente Carl-Henric Svanberg.
Obama ha poi confermato che imporrà alla società petrolifera britannica di costituire un fondo di garanzia per i risarcimenti alle vittime della marea nera di 20 miliardi di dollari su un conto bloccato. Una richiesta alla quale i vertici Bp non hanno ancora dato l’ok.
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zinni paolo, 1 anno fa
OBAMA CHIEDE
20 miliardi USD
ALLA BP
Obama chiede a BP un fondo di USD 20 miliardi da affidare in gestione autonoma a fiduciari da lui nominati per coprire il fabbisogno finanziario a tutela dell’ambiente e del commercio danneggiato dai 60.000 barili di petrolio persi in mare ogni giorno dalla piattaforma BP.
Nello stesso momento cambia il capo del Dipartimento Risorse Minerarie e non mette un tecnico; sceglie Michael Bromwich ex Capo Ispettore del Dipartimento di Giustizia dell’amministrazione Clinton. L’uomo che ha cancellato la corruzione nel dipartimento di polizia di Chicago.
Obama ha capito che non è solo un problema tecnico quello delle piattaforme petrolifere e andrà più a fondo nelle indagini sulle aziende petrolifere che nelle profondità marine dei pozzi.
1.000 i pozzi sparsi nei mari e oceani di tutto il mondo, cosa sarà dei nostri mari quando questo petrolio non servirà più a nessuno e quei pozzi non saranno più fonte di reddito?
Paolo Zinni