Manovra bis. Le richieste della Cgil al governo

La Camusso si prepara allo sciopero del 6 settembre e dichiara che «un'altra manovra è possibile».

Di Luciano Izzo il 24 agosto | ore 16 : 16 PM


ROMA – Susanna Camusso, leader della Cgil, difende da un’affollata Piazza Navona la decisione, annunciata ieri fra mille polemiche, di indire uno sciopero generale della durata di otto ore per martedì 6 settembre.

Specchio riflesso – «Irresponsabile non è lo sciopero, ma il governo». Sotto accusa il pacchetto anti-crisi della manovra bis, che ha ormai raggiunto la considerevole quota dei 55 miliardi di euro, e che in questi attimi sta venendo discussa dalla Commissione bilancio del Senato.

Bonanni dixit – «A che serve questo sciopero generale, che non è generale perché non vi partecipano tutti ma di una parzialità che è sempre più parzialità?». Lo domanda, non senza ironia, Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, aggiungendo che la ricetta Camusso «in questo casino economico ci farebbe somigliare più alla Grecia che a un grande paese come l’Italia». Ma quali sono i principali ingredienti con cui la Camusso intende impastare la manovra alternativa a quella prospettata dal governo Berlusconi, giudicata dalla sindacalista come «sbagliata, ingiusta, bugiarda, bugiarda, ideologica, che divide il paese»?

Grandi patrimoni e lotta all’evasione contributiva – Il primo ingrediente in lista è «la tassazione dei redditi diversi da quelli “fissi” a cominciare dai grandi patrimoni e da una vera lotta all’evasione fiscale e contributiva». Lo riferisce, in una scheda riassuntiva, la stessa Cgil. Nel dettaglio, si va da un’imposta ordinaria sui grandi redditi con un’aliquota progressiva solo sulla quota che eccede gli 800.000 euro, ad un’imposta straordinaria sui grandi immobili, anche questi solo se di valore netto superiore agli 800.000 euro. Non manca un riferimento all’evasione fiscale nonché, soprattutto, ad «Una sovrattassa straordinaria sui capitali già sanati con lo Scudo fiscale, ma non rientrati dall’estero, con un’imposizione aggiuntiva del 15%».

Piani energetico ed industriale – Al secondo punto, la Cgil propone l’istituzione di «un Fondo per la Crescita e l’Innovazione» con l’obiettivo di elaborare un piano energetico nazionale sensibile ai temi della green economy, di promuovere l’aumento di spesa in ricerca e sviluppo ed una politica industriale per il Mezzogiorno.

Costi della politica – Non sono assenti (terzo punto) i riferimenti alla riduzione dei costi della politica: tagli lineari dei vitalizi e sospensione in tutte le Pubbliche Amministrazioni delle consulenze fino al 2014, oltre che diminuzione del numero dei parlamentari e «l’introduzione di un tetto retributivo e previdenziale per le alte cariche dello stato, ripristinando il tetto abrogato». Nel calderone anche la lotta alla corruzione, la «riforma delle Province attraverso la Carta delle Autonomie» e la richiesta di una nuova legge elettorale.

Contrattazione lavorativa e festività civili – Nell’oggetto delle richieste anche lo stralcio dal testo del decreto «di tutte le norme sul diritto del lavoro» e «sulla contrattazione», e lo «stralcio della norma sulle festività nazionali civili». Un richiamo anche al pubblico impiego, per cui si propone la riapertura della stagione della contrattazione.

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