Mamma Rai è una matrigna

Di Federico Catani il 21 febbraio | ore 17 : 18 PM


La Rai sta passando il segno. Oltre a propinarci programmi e trasmissioni mediocri (ed è un eufemismo), che noi paghiamo con il canone che ogni anno aumenta sempre più, adesso tenta di ricorrere a sotterfugi per spillarci altri quattrini senza alcun motivo. Fortunatamente, le forti proteste che si sono innalzate, soprattutto dal web, hanno fatto fare marcia indietro alla tv pubblica.
“Mamma Rai” voleva infatti far pagare il canone a imprenditori e liberi professionisti che possiedono un computer con connessione a internet. Sembra uno scherzo, no? E invece è tutto vero. Evidentemente molti non provano vergogna per la faccia di bronzo che hanno. Ma come si può pensare di imporre un simile balzello a chi internet lo usa per lavoro e non certo per guardare le sciocchezze deprimenti che vengono trasmesse da viale Mazzini? I signori della Rai pensano davvero che in Italia vi siano soltanto scemi sempre pronti a dire si? Qui è arrivato davvero il momento di ribellarsi e di scendere in piazza. Il movimento deve partire dal basso, perché se si aspetta la politica stiamo freschi! Come si fa ad avere ancora fiducia in questa classe politica? Comunque, come se non bastasse, “Mamma Rai” (ma sarebbe ovviamente meglio dire “matrigna” o “strega”) ne ha pensata un’altra.
Si tratta della cosiddetta “clausola gravidanza”. In pratica, nel punto 10 del contratto che la Rai offre ai collaboratori esterni a partita Iva, l’azienda si riserva di terminare il contratto se una lavoratrice dovesse rimanere incinta e la sua condizione, assimilata a “malattia, infortunio, causa di forza maggiore o altre cause di impedimento”, dovesse incidere, compromettendola, sulla sua produttività. Il direttore generale Lorenza Lei ha smentito tutto, ma i dubbi restano. Perché altrimenti se ne parlerebbe? Se la clausola fosse confermata e anche se venisse prontamente cancellata, resta un dato allarmante. La Rai considererebbe infatti la maternità alla stregua di una malattia, passibile addirittura di licenziamento. Questo è davvero troppo. In Rai non può stare chi dice di aver mangiato gatti perché affamato durante la guerra, ma è possibile trattare come delinquenti le donne incinte. Davvero non ci sono parole. Solo tanta, tanta indignazione. Stacchiamo la spina alla Rai!

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