Mafia e Politica. Ma non mi dire..
Di Fulvio DAmico il 20 luglio | ore 12 : 02 PM
C’è un pezzo della politica siciliana che considera vantaggioso avere un rapporto con la mafia nelle dinamiche elettorali, negli appalti e nei grandi affari. Bisogna far prevalere la gente per bene che vuole una Sicilia moderna, civile e che dia opportunità ai giovani
Parole del Presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello, durante la terza edizione del premio ‘Paolo Borsellino, eroe italiano’.
Doveva scomodarsi addirittura la Confidustria per ricordarci che in Italia la Politica, o meglio, i Politici, hanno rapporti vantaggiosi con la criminalità organizzata. E viceversa. Se ce ne fosse bisogno, si potrebbero commentare anche i dati circa le centinaia di condanne passate in giudicato riguardanti reati di stampo mafioso con imputati politici, governatori, parlamentari, senatori e chi più ne ha più ne metta.
Ma sorvoliamo. Non si vuole, in questa sede, indicare il singolo colpevole. Si vuole arrivare alla radice del problema. Alla fonte. E quale miglior strumento di indagine possiamo reperire se non il buon vecchio “paragone sociale”? O meglio la Teoria delle Identità Sociali?
Ebbene si. Ammettiamolo. Chi di noi non vorrebbe percorrere la via più facile? Chi non vorrebbe ottenere qualche beneficio a scapito della collettività? Chi non si è mai piegato al pagamento della prestazione medica senza ricevuta pur di serbare qualche euro in più?
Siamo un popolo di disonesti, corrotti, truffaldini e menefreghisti. Ecco perché abbiamo una delle peggiori classi politiche al mondo. Semplicemente perché siamo come loro. Ci esasperiamo, ci infuriamo, ci lamentiamo, ci indigniamo. In realtà la nostra esasperazione è solo frustrazione. La nostra indignazione è sola invidia. Invidia per non essere riusciti come loro. Invidia perché nonostante le nostre due lauree ed i tre master pagati lautamente, guadagniamo 800 euro al mese. Frustrazione perché “loro” sono riusciti a sistemare i propri figli ed i propri nipoti.
Ebbene, se la pensassimo davvero tutti così allora ci meritiamo realmente questa classe politica. La La Social Identity Theory afferma appunto che nell’uomo è spontanea la tendenza a costituire gruppi, a sentirsene parte ed a distinguere il proprio gruppo di appartenenza da quelli di non-appartenenza . Dobbiamo quindi decidere a quale gruppo ci sentiamo di appartenere.
Al gruppo etico, che vorrebbe assistere ad un vero cambiamento per l’intero benessere sociale, o viceversa al gruppo indignato, che vorrebbe semplicemente essere al posto “loro”.









ringhio, 10 meses fa
concordo pienamente sul fatto che è una questione di cultura il problema della classe politica che ci ritroviamo. noi stessi la vogliamo, o peggio noi stessi lo siamo
Fulvio DAmico, 10 meses fa
Esatto Ringhio. E’ un regresso quasi ancestrale che ci portiamo dietro. Difficile da estirpare. Ma non impossibile. Ci vuole fatica, volontà e passione.