Abu Mazen cercò di finanziare l’opposizione iraniana
Chiese a uomini d'affari di appoggiare fazione anti-Ahmadinejad
Di Redazione il 27 gennaio | ore 09 : 52 AM
Il presidente palestinese Abu Mazen cercò di convincerà alcuni uomini d’affari palestinesi a donare 50 milioni di dollari alle forze di opposizione iraniane, dopo le contestate elezioni presidenziali del giugno 2009 che cofermarono al potere in Iran il presidente conservatore Mahmoud Ahamdinejad. E’ quanto rivelano i ‘Palestine papers’, i documenti riservati relativi al processo di pace israelo-palestinese pubblicati dal quotidiano britannico The Guardian e dalla tv satellitare araba Al Jazeera.
Nel corso di un incontro dell’ottobre 2009 con l’inviato Usa in Medio Oriente George Mitchell, il negoziatore palestinese Saeb Erekat riferià della richiesta di Abu Mazen per dimostrare come l’Autorità Palestinese condividesse gli obiettivi strategici dell’amministrazione Usa nella regione, e in particolare il suo sforzo di contenere l’influenza dell’Iran, che finanzia gruppi estremisti come Hamas a Gaza e Hezbollah in Libano.
“E’ il momento della verità in Medio Oriente” disse Erekat in quell’incontro, stando alla documentazione pubblicata dal Guardian. “Ahmadinejad è presente sia a Gaza che a in Libano. Il Pakistan sta fallendo. Gli Stati arabi non fanno niente. Sai che AM (Abu Mazen) a provato a convincere un uomo d’affari a pagare perché Mussawi (Mir Hossein Mousavi, leader dell’opposizione iraniana ndr.) abbia una radio”.
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