Lo scontrino, grazie
Di Salvatore Giambelluca il 10 gennaio | ore 13 : 55 PM
Spesso la soluzione è lì, davanti ai nostri occhi, facile e indolore.
Sempre spesso, noi – genere umano -, facciamo prevalere quella roba lì che si chiama “sentimento” sulla ragione.
Se poi il genere umano è italiano, ancora meglio.
Com’è che dicono: noi italiani siamo un popolo romantico, siamo gente che crede nell’amicizia, gente che mette i valori sentimentali prima di quelle robe che qualcuno volgarmente chiama: tasse.
Che parola brutta: tassa. Sembra quasi un’offesa, sembra quasi una punizione alla vita quotidiana.
Quando ero un bambino che accompagnava il papà a fare la spesa, ero uno di quelli che odiava stare in fila alla cassa, ero un bambino, è ovvio, direte in molti. Tant’è che mio padre per addolcire quel momento mi prendeva un ovetto kinder, che stava sempre lì, vicino alla cassa, chissà perché siano sempre circondate da cioccolattini, le casse.
Crescendo mi rendo conto che non solo i bambini odiano la fila alla cassa, affatto. Anche gli adulti, per alcuni è peggio di stare immersi nel traffico. Li vedi con la coda dell’occhio, sono affannanti, nervosi, e poi non stanno mai dietro di te, sono sempre leggermente alla tua destra o sinistra pronti a superarti.
Un brutto momento, la fila alla cassa.
Quante cose pensi in quel momento lì. Inizi a chiederti se dimentichi qualcosa, ti chiedi se la lampadina che hai in mano sia quella giusta, se quelle scarpe lì non sarebbe il caso di prenderle più grandi, se sarebbe il caso di prendere qualche panino in più.
Pensieri che si accavallano mentre il cassiere con quel bel sorriso ti saluta e ti chiede come sta tua madre, quel cassiere che è un amico, quel cassiere che non ti crea problemi se una sera non hai quei 30 centesimi, quel cassiere che ti risponde con «nessun problema, me li darai la prossima volta».
Quel cassiere con quel bel sorriso perso non appena abbandoni romanticismo e sentimento, e gli proponi la soluzione di tutto: «Lo scontrino, grazie.»
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Luigi, 4 meses fa
Bello. Bravo mi piace come scrivi. Mi hai fatto sorridere su un argomento che dovrebbe far pensare molti italiani…