Liste, fuori Formigoni e Pdl: attesa per la decisione del Tar
Il governatore della Lombardia è fuori dai giochi per il mancato quorum di firme relativo alla sua lista
Di Valentina Cervelli il 4 marzo | ore 07 : 26 AM
Roberto Formigoni non è attualmente candidato alle elezioni per la Regione Lombardia. A meno che il Tar non decreti diversamente.
La corte d’Appello ha infatti rifiutato il ricorso presentato dall’esponente della Lega al fine di riammettere la lista “Per la Lombardia” guidata dallo stesso lasciando contemporaneamente in questo modo fuori dalla partita elettorale anche il Pdl e la Lega. Formigoni ha reso noto già nella serata di ieri che sarà presentato ricorso sia al Tar che aal consiglio di stato. “Eravamo convinti delle nostre buone ragioni” ha commentato il governatore lombardo uscente,” e dichiariamo la nostra sorpresa. Auspicavamo che il collegio avesse il coraggio di smentire se stesso”.
La corte d’Appello ha motivato la sua decisione spiegando che mancano 250 firme per arrivare al quorum minimo che per legge ne richiederebbe 3mila 500. Il conteggio delle firme, sostiene Formigoni, appare più basso rispetto al periodo antecedente la richiesta di verifica da parte della lista dei Radicali. E chiede un’”operazione legalità” sulle liste, una revisione totale di tutte le partecipanti alla votazione, come auspicato e richiesto in precedenza anche dal l’esponente radicale Marco Cappato.
Per la decisione finale, Formigoni è sicuro che bisognerà attendere la sentenza del Tar. “mmagino che al Tar vinceremo”, ha dichiarato il governatore, “e qualcuno farà ricorso al Consiglio di Stato”. Le nostre lite alla fine, ha aggiunto, saranno reintegrate.
Stessa sorte è toccata alla lista Pdl relativa a Roma e provincia per quanto riguardano le elezioni regionali del Lazio. La Corte d’appello ha infatti respinto anche il ricorso presentato a Roma contro l’esclusione della lista di sostegno a Renata Polverini. “Prendiamo atto della decisione dei giudici”, ha spiegato la candidata del centrodestra. “Adesso il Pdl farà ricorso al Tar. Lì siamo fiduciosi che le cose andranno diversamente”. E’ necessario, ha aggiunto, “mantenere i nervi saldi e andare avanti”.
La Corte ha motivato il rigetto del riscorso spiegando il diniego alla riammissione della lista deriva dal ritardo di presentazione delle liste. Per legge non è possibile infatti accettare presentazione delle liste oltre l’orario previsto per la consegna delle stesse. Non resta quindi che attendere la decisione del Tar. Se anche il tribunale speciale dovesse esprimersi in maniera negativa rispetto ad un reintegro della lista Pdl, l’unica carta da giocare consterebbe in un ricorso al Consiglio di Stato.
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