Libano: L’Onu condanna l’attentato al convoglio italiano. Forse la Siria dietro l’azione terroristica

Di Paolo Gallazzi il 28 maggio | ore 18 : 23 PM


Attentato a Sidone

Attentato a Sidone

Ieri sera, da New York, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha espresso, “con la massima fermezza”, la propria condanna all’attentato che ha coinvolto, nel pomeriggio di venerdì, il convoglio italiano che partecipava alla missione internazionale Unifil (Forza si Interposizione in Libano delle Nazioni Unite). Il comunicato ufficiale, letto dall’ambasciatore francese all’Onu e presidente del Consiglio di Sicurezza, Gerard Araud, e sottoscritto all’unanimità da tutti me quindici i Paesi membri, recita: “I membri del Consiglio di sicurezza riaffermano il loro pieno appoggio all’Unifil ed esprimono la loro gratitudine agli stati membri che forniscono i contingenti.”

Notizie rassicuranti giungono dall’ospedale di Hamoud, nei pressi di Sidone, dove tutti e sei i militari italiani sono stati ricoverati. Due soldati, tuttavia, rimangono in prognosi riservata ed il più grave rischia la perdita di un occhio. Una volta che le condizioni dei feriti saranno ritenute stazionarie verranno messe in moto le operazioni di rimpatrio.

Intanto è stata resa nota una prima ricostruzione dei fatti. A quanto pare il convoglio stava viaggiando lungo l’autostrada che collega le città di Beirut e Sidone. Durante il trasferimento un fuoristrada è stato investito dall’esplosione di un ordigno, probabilmente azionato da un comando a distanza, posizionato sul bordo della carreggiata. L’onda d’urto e le schegge derivanti dalla detonazione hanno ferito gli occupanti del veicolo: quattro in modo lieve, due, investiti in pieno dalla deflagrazione, hanno riportato ferite più gravi.

Secondo alcune fonti diplomatiche libanesi, non confermate, ci sarebbe la Siria dietro l’attentato. Una sorta di “messaggio” che il regime di Damasco ha inviato all’Europa, colpevole di avere imposto sanzioni contro il presidente siriano Bahir al-Assad. Un avvertimento che, se non preso sul serio, potrebbe portare a nuove ritorsioni. Sempre secondo le stesse fonti anche il rapimento dei sei turisti estoni avvenuto nel marzo scorso in territorio libanese potrebbe contenere la medesima chiave di lettura.

Nel frattempo il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, dichiara che i militari italiani impegnati nelle operazioni in Libano sono troppi e che “va avviata un’azione diplomatica subito, per coinvolgere nell’operazione anche altri Paesi europei e dell’America Latina. La situazione nell’area è molto difficile: l’apporto dell’Italia è sproporzionato, ma il numero degli effettivi del contingente internazionale dell’Unifil non può essere ridotto”, tuttavia dai 1780 uomini attualmente dislocati in Libano, “non avendo più il comando della missione, dobbiamo scendere a 1100 uomini al più presto.” La procura di Roma intanto ha aperto un fascicolo. L’ipotesi di reato che è stata formulata dal procuratore aggiunto Pietro Saviotti è di attentato con finalità di terrorismo.

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4 Commenti

  1. Franco Marta, 12 meses fa Replica

    via le truppe italiane dal Libano!

  2. Franco Marta, 11 meses fa Replica

    La Sirtia e l’Iran uccidono i cittadini in piazza, più di quaqntto abbia fatto Gheddafi, perchè questi regimi assassini e le loro dirigenze non vengono toccate dall’ONU, dalla NATO e da nessun altro? Si da caccia spietata al Colonnello Gheddafi, ma non ad Ahmadinejad e ad Assad, mentori di puro nazismo, feroci persecutori dei cittadini e fomentatori del terrorismo internazionale?

  3. Stefano, 11 meses fa Replica

    Si vede da questa tua sola frase la tua ignoranza per quello che riguarda il medio oriente. Un blocco navale dello Stretto di Hormuz non ti dice nulla? Rifletti solo su questa cosa e poi metti in conto l’influenza politica e militare di questi stati. Ma è meglio evitare vero? Di informarsi prima di parlare intendo. Tra l’altro, la gente come te condannerebbe anche un attacco contro questi nazisti.

  4. Franco Marta, 11 meses fa Replica

    Perchè si da caccia spietata a Gheddafi e non si osa sfiorare i regimi assassini ed ancor più sanguinari di Iran e Siria? Perchè costoro sono intoccabili?


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