Le bugie sul nucleare
Secondo il WWF le dichiarazioni dei nuclearisti sono frutto del “Cinismo disinformato”. Il nucleare non è sicuro e non serve allo sviluppo del Paese
Di Antonio Tomeo il 19 marzo | ore 10 : 37 AM
SONDAGGIO | “Inutile farsi prendere dalle emozioni” ha dichiarato il Ministro per l’Ambiente Stefania Prestigiacomo, perché ciò che è accaduto in Giappone è un fatto straordinario e “non potrà mai avvenire da noi” in Italia. Questo è il consiglio di esponenti del Governo Italiano dopo i danni alla centrale nucleare di Fukishiama. Una dichiarazione che, nonostante vada in direzione opposta rispetto alla volontà generale, dice con chiarezza che il “nucleare s’ha da fare”.
Senza farsi prendere dalle emozioni del momento, il WWF ha bollato come “Cinismo disinformato” le dichiarazioni dei nuclearisti, di Governo e non, che ribadiscono la scelta atomica come fondamentale per il futuro energetico del Paese. Disinformato perché si basa su fonti non vere, a partire dal pericolo tsunami. In Italia, infatti, a seguito del terremoto avvenuto nello Stretto di Messina nel 1908, si è verificato un maremoto con onde alte fino a 12 metri. “Cosa sarebbe avvenuto se lungo la costa ci sarebbero state centrali nucleari?” è la domanda che si pone il WWF.
Anche la sicurezza delle nuove centrali sembra essere smentita, “poiché il reattore EPR (quello di ultima generazione, ndr) in realtà è ancora un prototipo e non ha ancora risolto questioni fondamentali di sicurezza come hanno rilevato le Autorità per la sicurezza nucleare di Francia, Gran Bretagna e Finlandia”, dichiara l’associazione ambientalista. Gli gli EPR, sostengono i nuclearisti, sono impianti che darebbero un contributo in termini di sostenibilità ambientale – possono utilizzare combustibili come il MOX (mixed oxide fuel), ovvero combustibile a ossidi misti di uranio e plutonio recuperati dal riprocessamento delle scorie provenienti da altri impianti o da armi nucleari – ma anche, e soprattutto, di sicurezza. Questi reattori, i più grandi mai progettati con 1600 Mw di potenza, presentano clamorose falle nel sistema di sicurezza, si legge nel dossier redatto dalle Autorità per la sicurezza nucleare di Francia, Gran Bretagna e Finlandia. I reattori Epr sono costruiti con tecnologie digitali, e non più analogici come in passato, e per questo non assicurano una affidabilità adeguata e rischiano perciò di non garantire il controllo del reattore in caso di necessità; inoltre il sistema di sicurezza potrebbe non entrare in funzione in caso di necessità perché dipendente dal sistema di controllo ordinario.
Il nucleare non sarebbe necessario neanche per garantire l’indipendenza energetica italiana, è l’ultima bugia svelata dal WWF, visto che il Bel Paese può contare su una potenza installata di oltre 105mila MW, mentre il picco dei consumi ha superato di poco i 50.000 Mw. E non ne avrà bisogno neanche in futuro, nonostante il trend consumi siano in netta crescita. Secondo la “Road Map to 2050”, infatti, nei prossimi 40 anni sarà possibile la transizione ad un’economia verde, con basso consumo di fonti fossili e nucleare.
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