Lambro, l’onda nera arriva al Po
Continua verso l'Emilia Romagna la corsa della macchia oleosa dispersa nei fiume Lambro
Di Valentina Cervelli il 25 febbraio | ore 09 : 20 AM
Ciò che tutti temevano si è infine avverato: l’immensa onda nera di petrolio, riversata nei fiume Lambro dai serbatoi della Lombarda Petroli di Villasanta ha raggiunto il Po, nella sua tranche piacentina. Si tratta di una vera e propria catastrofe ambientale che si sta allargando a macchia d’olio, che costerà molto ripulire e che già sta danneggiando in modo irreparabile l’ambiente circostante.
L’oleosa macchia di petrolio ha raggiunto il po’ ieri intorno alle 16. La Regione Lombardia, che molto ha speso in passato per bonificare la zona, chiederà l’indizione dello stato di calamità. L’Emilia Romagna, prossima “vittima” di questa fanghiglia oleosa ha già richiesto lo stato di emergenza.
La preoccupazione è alta, oltre per tutta la fauna presente sui luoghi già toccati, anche per quella del mare adriatico dove buona parte di questo fiume nero, a prescindere dalle iniziative prese, troverà fine al suo viaggio.
Gli sbarramenti creati in zona lombarda nel Lambro non hanno retto a lungo e solo in parte. Sebbene vi sia la speranza di fermare la marea nera attraverso gli sbarramenti emiliani, le associazioni ambientaliste, la protezione civile, i militari dell’esercito e personale di Aipo ed Arpa insieme ai Vigili del Fuoco sono stati allertati per un intervento tempestivo volto alla salvaguardia della fauna della zona.
Nel frattempo, la Procura di Monza ha aperto un fascicolo contro ignoti per disastro ambientale. Secondo gli inquirenti, chi ha aperto i serbatoi dell’azienda petrolifera era qualcuno che ne conosceva le dinamiche e l’azionamento. Presto i serbatoi incriminati ed i documenti ad essi relativi saranno messi sotto sequestro. Contemporaneamente verranno verificati con attenzione i video di sorveglianza dell’azienda. E se il sindaco di Milano Letizia Moratti ha emanato un ordinanza urgente vietando qualsiasi tipo di utilizzo dell’acqua del Lambro, un duro monito arriva dal presidente dei Verdi Angelo Bonelli che denuncia “con profondo sdegno che il Parlamento, il 2 febbraio 2010, ha approvato una legge che depenalizza il reato di scarico industriale nelle acque”.
Dura, di rimando, la risposta del ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo che bolla come “vergognoso” l’attacco del leader dei Verdi in un’occasione simile.
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