La sfida di Ahmadinejad: arricchiremo l’uranio con il laser
- Di Valentina Cervelli
- 08 feb 2010 | 9:45
- Esteri
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L’Iran arricchirà il suo uranio con il laser. E’ questa l’ennesima provocazione lanciata dal presidente Mahmoud Ahmadinejad. Ancora una volta il leader politico iraniano sembra volersi prendere gioco degli accordi internazionali.
Una parziale rettifica è arrivata nella serata di ieri da parte del capo dell’Organizzazione iraniana per l’energia Atomica Ali Akbar Salehi, il quale ha sostenuto che il “presidente intendeva semplicemente dire che il laser può essere usato anche per l’arricchimento dell’uranio”, non che Teheran sia attualmente in grado di arricchire il minerale con questa tecnica. Grazie alla tecnologia laser è possibile arricchire l’uranio fino al 90%, una percentuale addirittura maggiore rispetto a quella necessaria per la costruzione di armamenti militari.
L’Iran è da sempre un fronte caldo per ciò che riguarda le relazioni internazionali tra i diversi stati in materia di energia atomica. Il proclama di Ahmadinejad è stato seguito inoltre a stretto giro di corda dall’ennesima bordata anti-israeliana dell’ayatollah Khamenei, il quale ha asserito più volte di essere speranzoso per il destino del popolo palestinese, a causa della fine, molto vicina, dello stato di Israele.
La combinazione tra le due dichiarazioni, entrambe di forte impatto, hanno scatenato le reazioni di tutto il mondo. Primi fra tutti gli Stati Uniti che attraverso Robert Gates, segretario alla difesa ieri in conferenza stampa congiunta con il nostro corrispettivo Ignazio La Russa, ha fatto sapere che “ se la comunità internazionale rimane unita” si è ancora “in tempo perché le sanzioni possono avere l’effetto desiderato. Ma”, ha sottolineato “ dobbiamo davvero lavorare insieme.
Seccata anche la reazione della Gran Bretagna, che si dice “molto preoccupata”. Un eventuale arricchimento dell’uranio personale da parte di Teheran, al posto di quello estero stabilito di concerto con l’Aeia, “violerebbe in maniera deliberata” almeno “5 risoluzioni dell’Onu” e potrebbero rivelarsi necessarie forti sanzioni.
Secondo un accordo rifiutato lo scorso ottobre e sul quale sembrava che l’Iran avesse cambiato idea negli ultimi tempi, la Russia e la Francia si sarebbero fatte carico dell’arricchimento dell’uranio iraniano ad un punto tale di renderlo adatto all’utilizzo civile e farmacologico per le strutture specializzate nella lotta ai tumori.


