La questione ambientale è una questione individuale
Di Giacomo Caniparoli il 26 settembre | ore 09 : 41 AM
Di recente abbiamo sentito parlare molto di Nucleare e di conseguenza di Ambiente, l’opinione maggioritaria italiana è quella di rifiutare un sistema di produzione energetica così rischioso come quello nucleare (il referendum lo ha confermato) e probabilmente è addirittura e stranamente l’opinione giusta, o meglio la direttrice guida giusta.
Giusta in che senso? Giusta nel senso che siamo, noi occidentali, abbastanza avanzati per comprendere il nostro individuale impatto ambientale, la sua pericolosità e soprattutto la responsabilità ineluttabile che abbiamo di salvaguardare, proteggere, sostenere la longevità della terra dalla quale siamo usciti. Rifiutare la produzione energetica nucleare non deve essere solamente rifiutare una modalità di produzione, ma soprattutto rifiutare una modalità di “consumo”.
La direttrice non deve essere cercata nella modalità di “produzione” più efficiente, ma nel tentativo di limitare il consumo, rifiutare il nucleare dev’essere solamente la metafora per dire: ok, diamoci una calmata; e non: ok, inventiamoci qualcosa di nuovo per continuare a vivere indolenti ed esagerati come abbiamo vissuto fino ad oggi.
L’ambiente non è un argomento da bar, nel senso che non si deve discutere su come produrre, non si deve discutere affatto; la vera rivoluzione non consiste nell’andare a votare un referendum, la vera rivoluzione è spostare l’ottica dell’attenzione da un argomento ambientale macroscopico ad uno infinitamente microscopico, ovvero individuale.
La miglior fonte di produzione energetica è il contenimento, l’abbattimento singolare degli sperperi energetici, e mi viene da domandare a tutti quelli che sono contrari al nucleare e non solo:
Avete sostituito l’intera disposizione di lampadine che avete in casa con lampadine a risparmio energetico? (con 20 Watt di consumo si ottiene 100 Watt di resa luminosa).
Siete attentissimi a non lasciare luci o apparecchi accesi quando se ne potrebbe fare a meno? Evitate di dormire con il condizionatore o il computer fisso acceso? Avete mai pensato al momento di cambiare l’auto orientare la scelta su una a gpl o metano? Regolate i termosifoni delle vostre case in maniera intelligente? Vi siete mai informati sulla possibilità di applicare alla vostra abitazione i piccoli sistemi a pannello solare che fino a qualche anno fa godevano addirittura delle agevolazioni?
Si potrebbe continuare per ore dato che se uno si sforza, le modalità di risparmio energetico sono infinite (esistono addirittura pagine di motori di ricerca a basso consumo di watt del monitor, sono pagine google tutte nere) e queste sono le domande che faccio anche a me stesso, davanti alle piccole azioni quotidiane e mi danno il senso che non c’è discussione che regga senza prima una vera presa di coscienza, una vera messa in discussione di ogni Watt, di ogni minuscolo spreco.
Il referendum, il nucleare, sono puntini lontani, sono grandi temi con i quali riempirsi la bocca, temi con i quali costruirsi un’identità politicamente corretta o scorretta, ma non cambieranno niente fintanto che tutti, individualmente, non ci renderemo conto che l’attenzione domestica e quotidiana è l’unica possibile rivoluzione energetica.
Non produrre diversamente, non produrre correttamente, ma limitare il produrre, con ogni singola intelligente azione. E una cosa: non vale la scusa del “ma tanto c’è chi se ne frega”, questa è la giustificazione portante del qualunquista peggiore; cominciate a risparmiare, subito.
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