La Macchina del fango è sconfitta
Di Danny Bastioni il 31 maggio | ore 00 : 40 AM
È finita, ufficialmente e senza possibilità d’errore. Il PDL ha perso. Ha vinto l’Italia. Si chiudono i ballottaggi con una vittoria schiacciante a Milano e Napoli. Pisapia e De Magistris schiacciano rispettivamente la Moratti e Lettieri, raccogliendo una marea di consensi. È un segno, questo, che lascia pochissimo spazio alle interpretazioni.
Mister B. ha deciso di nazionalizzare le amministrative e, ora, è costretto ad ammettere pubblicamente la sconfitta – “ogni volta che vengo sconfitto triplico le forze” dichiara lui, con una sonora pernacchia rispondo io -. Bersani non perde tempo e, incassata la vittoria del suo schieramento, si affretta a chieder le dimissioni del Premier. Dimissioni che, sicuramente, non arriveranno, sperando che le date cardine per la fine del governo di centrodestra siano il 12 e 13 giugno, giorni del referendum abrogativo. Ma torniamo ai ballottaggi, il PDL oggi ha incassato le sconfitte dei suoi candidati a Milano, Napoli, Cagliari, Trieste, Arcore – e qui il godimento è triplicato, chissà come farà mister B. a sottostare ad un sindaco comunista! – Novara, feudo del leghista Cota e altre città che non cito solamente per esigenze di spazio.
Fondamentalmente gli errori del PDL sono tre. Ricandidare la Moratti, tendenzialmente invisa alla popolazione milanese. La candidatura di Lettieri a Napoli, chiaramente troppo debole per riuscir a dominare l’onda De Magistris e, sopratutto, alzare il livello delle elezioni. Non più amministrative, ma nazionali.
Si è cercato, quindi, di votare non per la Moratti o Pisapia, non per Lettieri o De Magistris, ma per Berlusconi contro tutti – NdA si, è un riferimento voluto a Fantozzi. – dimostrando ancora una volta che, al Silvio, dell’Italia e dei suoi abitanti, non frega una benemerita fava. A lui interessava solamente salvarsi le chiappe nei SUOI processi, schivare ancora una volta il giudizio della magistratura e nient’altro. Ne sa qualcosa Obama che, a Deauville, è costretto a sorbirsi il Primo Ministro italiano e i suoi deliri contro la magistratura eversiva e i complotti ai suoi danni. Che gliene fregherà, poi, al presidente degli Stati Uniti, delle storielle private di B. è un mistero che ancora non mi so spiegare.
Complimenti, però, al PD e alla sua – ritrovata? – compattezza. Per la prima volta da parecchio sono riusciti a non sfaldarsi davanti alle naturali problematiche insite in qualsiasi elezione, sostenendo due candidati fuori dalla naturale area in cui naviga il Partito Democratico – Pisapia, candidato vendoliano del SEL e De Magistris dell’IDV di Di Pietro – e ora si trovano dinanzi al difficile compito di portar avanti due amministrazioni certamente non semplici. A Milano sta per arrivare l’EXPO mentre a Napoli il problema spazzatura è stato inserito da De Magistris come punto cardine del suo programma. Resta da vedere se i due neo sindaci riusciranno a confrontarsi costruttivamente con le giunte regionali del centrodestra, Caldoro e Formigoni sono chiamati a collaborare e non ostacolare i programmi votati dai cittadini. La prova più grande, a mio modo di vedere, rimane quella di Napoli, dove per la prima volta verrà data la possibilità ad un’esponente IDV di governare, sta a loro dimostrare che non sono solamente un gruppo antiberlusconiano, ma che possono essere in grado di amministrare una città difficile come il capoluogo campano.
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