La Fallaci continua ad aver ragione

Di Federico Catani il 15 settembre | ore 09 : 55 AM


Dieci anni fa l’attentato alle Twin Towers di New York. Cinque anni fa la morte di Oriana Fallaci. Ricorrenze per me intrecciate, legate l’una all’altra. Si, perché la grande giornalista fiorentina ha animato come nessun altro il dibattito culturale del dopo 11 settembre, non solo in Italia, ma nel mondo intero. Ricordo ancora che, sul finire dell’ultimo anno di liceo, lessi con avidità la famosa “Trilogia” e ne rimasi folgorato. In quei libri ho potuto trovare il mio stesso pensiero, i miei stessi sentimenti, le mie stesse emozioni. Non che non ci fossero punti di disaccordo. Non potevo e non posso condividere l’ateismo della Fallaci, le sue considerazioni inesatte sulla storia della Chiesa e la sua sovrapposizione troppo estrema di religione islamica e musulmani. Ma è ben poca cosa rispetto al gran bene che, sul finire della propria vita, la giornalista ha compiuto per mezzo dei suoi scritti.

Ora tutti la ricorderanno come grande scrittrice e tenteranno di manipolare le sue idee, espresse con estrema chiarezza, per portare acqua al mulino di partito. In vita fu soprattutto la destra a compiere sciacallaggio, facendo passare la Fallaci come un Borghezio qualsiasi. In morte è la sinistra che si appropria indebitamente di ciò che non le spetta, rivisitando e revisionando il pensiero della giornalista. Ma Oriana Fallaci non è mai appartenuta a nessuno schieramento e ha sempre preso le distanze da chiunque, mantenendo così un punto di vista lucido sulla situazione politica italiana ed anche americana. Per me resta pur sempre un personaggio di matrice progressista e d’altronde la sua storia personale lo dimostra. Tuttavia, dopo l’11 settembre 2001, assunse una posizione certamente più vicina a quei settori dell’opinione pubblica che guardavano con preoccupazione alla violenza islamica. Molti per questo l’hanno criticata, giudicandola una traditrice. Alcuni si sono persino spinti a dire che scriveva quelle castronerie perché malata, vecchia e un tantino fuori di testa. È il solito metodo di certa sinistra: se non stai con essa, hai qualcosa che non va.

Eppure Oriana Fallaci ha venduto milioni di copie, quando, dopo un decennio di silenzio, rimise in un certo senso l’elmetto e la divisa militare per scendere ancora in trincea, questa volta con lo scopo di combattere l’invasione islamica. Le sue prese di posizioni sono forti e proprio per questo efficaci. Pertanto possono piacere o non piacere, possono essere amate o odiate. Di sicuro non lasciano indifferenti. La scrittrice ha cercato di dare una svegliata all’Occidente e soprattutto all’Europa, vittime della cultura relativista e nichilista che le ha rese terre di conquista dei maomettani. La Fallaci denunciava il lassismo, l’edonismo e l’inconsistenza della cultura e della politica di noi occidentali di fronte al pensiero forte e violento dell’islam. Sbeffeggiata e derisa proprio perché diceva la verità, la signora Oriana non provò vergogna nel definirsi un’atea cristiana, ma anzi rivendicò con orgoglio la civiltà costruita dalla Chiesa di Roma nel corso dei secoli e confessò di ammirare quel Ratzinger divenuto poi papa Benedetto XVI, con cui ebbe la fortuna di poter colloquiare faccia a faccia. C’è chi ha definito la giornalista una cattiva maestra, una seminatrice di odio, una razzista xenofoba, una paranoica, ma si trattava e si tratta ancor oggi di calunnie e infamie, niente di più. Quando la Fallaci definiva l’islamismo il nuovo nazifascismo aveva visto giusto. I suoi ragionamenti sono stati lungimiranti. Purtroppo è rimasta una Cassandra, perché nessuno si accorge che Troia brucia anche oggi. Il pericolo del fondamentalismo è tutt’altro che estinto. Dieci anni dopo l’11 settembre Al Qaeda è senza dubbio più debole, nonostante i monotoni videomessaggi di al-Zawahiri, Bin Laden è morto, gli attentati si sono ridotti. Ma la guerra al terrore deve continuare, specie ora che non sappiamo quale sarà l’evoluzione della cosiddetta primavera araba nei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Tuttavia, la gente sembra essere tornata nel suo torpore e nella sua indifferenza. E proprio per questo l’assenza della Fallaci ci pesa. Nessuno, dopo di lei, ha avuto il coraggio di continuare la sua battaglia in maniera così radicale come le situazioni estreme richiedono. Si, non manca chi ha ancora un po’ di buon senso, come Magdi Cristiano Allam. Ma anche la sua resta una voce piuttosto isolata e irrisa. Il guaio è che l’Occidente non si è svegliato e continua a morire lentamente, consumato da un cancro interno ben individuato dalla scrittrice di Firenze. L’Europa non riesce a vedere il nemico. Anzi, lo accoglie e lo coccola ignorando di allevare una serpe in seno.

Ricordare Oriana Fallaci a cinque anni dalla scomparsa significa dunque raccogliere il suo testimone e proseguire sulla strada da lei tracciata. Sarebbe banale e troppo comodo magnificare solo la sua libertà, il suo coraggio e la sua capacità stilistica. A me piace piuttosto celebrare la sua rabbia e il suo orgoglio, la sua visione quasi apocalittica, la sua guerra verbale all’islam e al tumore che l’aveva colpita e che poi l’ha ammazzata. La minaccia islamica c’è ancora. E noi non dobbiamo girarci dall’altra parte. Dobbiamo combatterla, prima di tutto in casa nostra. Altrimenti sarà la fine.

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6 Commenti

  1. Marcantonio, 8 meses fa Replica

    Lei scrive: “In morte è la sinistra che si appropria indebitamente di ciò che non le spetta, rivisitando e revisionando il pensiero della giornalista.” Mi porta qualche esempio per piacere, dato che a me questo nn risulta?

    La sinistra di sicuro sbaglia nel sottovalutare il fenomeno islam, ma penso che questo errore sia dovuto dal fatto che questa crociata sia perpretrata sopratutto da fanatici religiosi “dell’altra sponda”. Effettivamente perdere la libertà per colpa dei musulmani o per colpa dei cristiani, nn è che mi cambi molto, e credo la penserebbe così anche la Fallaci, la quale, come lei scrive, metteva al di sopra di tutto la libertà.

  2. Federico Catani, 8 meses fa Replica

    Avrei fatto meglio a scrivere questa sinistra. La Fallaci, come ho detto, era fondamentalmente progressista e tuttavia lontana anni luce dalla mentalità comunista-diessina-democratica. E non penso le avrebbe fatto piacere sentir dire che dopo l’11 settembre il suo pensiero non è da prendere in considerazione perché ormai ormai malata e quasi impazzita. Non credo sarebbe stata contenta di sapere che alcuni scindevano la sua personalità in un prima e un dopo 11 settembre.
    Quanto all’islam e al cristianesimo, personalmente preferirei mille volte l’Inquisizione (che così terribile non era) al califfato. Ma è una posizione mia e non certo quella di Oriana Fallaci. Figuriamoci!
    Ah, tanto per essere precisi: la guerra santa ce l’hanno dichiarata loro, i terroristi islamisti. Bush ha cercato solo di difendere l’Occidente.

    • Marcantonio, 8 meses fa Replica

      Questa o quella sinistra è indifferente, prendo atto che nn è riuscito a portarmi un esempio di come la sinistra (questa o quella) si sarebbe appropriata indebitamente, revisionandolo, del pensiero della Fallaci.
      Brutta figura per chi, in ogni suo articolo, nn manca mai di sottolineare come la sinistra (questa o quella) demonizzi, anche con le bugia, l’avversario.

      Per il resto; pensi che io nn vorrei nè l’inquisizione, nè il califfato. Che dice, forse io sono più liberale e libertario di lei, seppur di sinistra?

      • Federico Catani, 8 meses fa Replica

        Risparmiamoci la gara a chi è più liberale (il libertario lo lascio tutto a lei!).
        Quanto a sopra, lei si appiglia a particolari per non affrontare il vero tema, ovvero quello dell’attualità e della veridicità dell’invettiva fallaciana. Alcuni a sinistra provano a far dimenticare gli ultimi anni della scrittrice per potersela accaparrare. Lo stesso accade con la Lega, che invece ricorda solo la Fallaci post 11 settembre. Ma non era questo di cui volevo parlare.

        • Marcantonio, 8 meses fa Replica

          Se per lei è solo un particolare accusare senza dare prove, buon per lei e per la sua credibilità di giornalista. Tra l’altro, giusto per infierire, ci ricasca e infatti scrive: “Alcuni a sinistra provano a far dimenticare gli ultimi anni della scrittrice per potersela accaparrare”, me lo porta questo esempio si o no? Un nome, un articolo, un link. O devo controllare io su IlGiornale?

          Se poi vuole veramene parlare della Fallaci, personalmente penso che nella sua trilogia abbia riversato soltanto rabbia e odio fini a se stessi, dicendo cose che si possono dire per qualunque nemico si scelga di colpire. Basterebbe sostituire la parola “musulmani” e metterci ad esempio “cattolici”, “comunisti”, “cinesi” che il senso nn cambiarebbe. Anche perchè, da quello che risulta a me, a sinistra si è sempre saputo che il personaggio ha sempre prestato più attenzione a coltivare il proprio narcisismo che a fare cultura.

          Per quanto riguarda l’islam, qualcosa gli e lo dovrei aver fatto capire dal mio primo commento, ma se vuole gli e lo ribadisco più chiaramente: l’islam è un odioso pericolo, e personalmente lo ritengo peggio persino del nazismo. Ma nn se ne meravigli, lei sta parlando con uno che pensa che le religioni siano l’oppio dei popoli. Solo che abbiamo avuto la fortuna, io e lei, di vivere in una parte del mondo in cui vi è stato l’illuminismo e la rivoluzione francese, che hanno impedito alla chiesa cattolica di continuare a nuocere, nella parte islamica invece questa opportunità nn l’hanno avuta!

  3. Aemilius 49, 8 meses fa Replica

    Da: ” La forza della ragione” di Oriana Fallaci -ediz. Rizzoli- 2004: .”..l’America e’ forte si’ e generosa. Cosi’ forte e generosa che negli ultimi sessant’anni di incendi ne ha gia’ spenti due. Quello del nazifascismo e quello del comunismo. ma quei due potevano essere spenti con gli eserciti o col ricatto degli eserciti. Coi cannoni, coi carri armati, con le bombe. Questo no. Perche’ nonostante le stragi attraverso cui i figli di Allah ci insanguinano e si insanguinano da oltre trent’anni, la guerra che l’Islam ha dichiarato all’Occidente non e’ una guerra militare. E’ una guerra culturale … Il declino dell’intelligenza e’ declino della ragione. E tutto cio’ che accade in Europa, in Eurabia, ma soprattutto in italia e’ declino della Ragione…illudersi che esista un Islam buono e un Islam cattivo ossia non capire che esiste un Islam e basta, che tutto l’Islam e’ uno stagno e che di questo passo finiamo con l’affogar dentro lo stagno, e’ contro Ragione. Non difendere il proprio territorio, la propria casa, i propri filgli, la propria dignita’, la propria essenza, e’ contro Ragione…assuefarsi,rassegnarsi, arrendersi per vilta’ o per pigrizia e’ contro Ragione. “( pagg 275- 277) : per onorare una grande donna e una ancor piu’ grande giornalista , che ha tentato, fino all’ultimo, di aprire gli occhi assonnati di noi occidentali in declino.


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