L’astensionismo politico giovanile
Di higuy il 13 maggio | ore 18 : 14 PM
La partecipazione giovanile in politica è molto diminuita negli ultimi anni rispetto agli anni Sessanta. Ma si astengono di più le donne o gli uomini dalla sfera politica? Sembrerebbe un quesito insignificante e privo di interesse, invece dargli una risposta ne permette di individuare una mappa ben dettagliata dell’astensionismo politico dei giovani nel nostro paese.
Da sempre si è avuta la tendenza a relegare le donne all’ambito domestico, alla cura della famiglia e della casa, senza poter vedere come le donne si destreggiassero in ambiti non propriamente “femminili”, come ad esempio quello politico…
Si sono ritenute le donne inette a prendere decisioni circa la vita pubblica e istituzionale, considerando appunto la politica, una sfera propria degli uomini. Ultimamente si è visto però, che non vanno così le cose, poiché all’interno delle istituzioni è cresciuto il numero di donne impegnate. Per quanto concerne proprio l’aspetto dell’astensionismo giovanile in politica, negli ultimi anni il divario tra uomini e donne si è molto abbassato e permane, ormai, soltanto tra le donne meno istruite e appartenenti alle generazioni più anziane.
Dai dati degli ultimi anni, si può notare come la differenza di genere circa le attività in politica, è molto sostenuta negli ultimi decenni, differenza invece molto accentuata negli anni Quaranta e Cinquanta; per quanto riguarda l’attivismo politico, si nota come esso sia differente ma ugualmente incisivo tra uomini e donne, infatti, mentre i maschi si impegnano di più all’interno della sfera istituzionale e politica di tipo tradizionale, le donne sono protagoniste di manifestazioni, cortei, attività, dove è meno presente l’influenza partitica vera e propria, e dove incide maggiormente una componente soggettiva e morale dell’impegno. In definitiva, si può affermare che i giovani hanno sì contribuito all’astensionismo politico degli ultimi decenni, ma non hanno inciso in maniera così accentuata, in quanto hanno sostituito all’attivismo politico, l’attivismo sociale, di importanza di certo non inferiore.
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