Kindle Fire, Amazon sfida Google
Di Andrea Galassi il 30 settembre | ore 15 : 17 PM
Apple può dormire sonni tranquilli. Kindle Fire non intaccherà il dominio di iPad nel mercato tablet. Amazon non intende sfidare Apple con Kindle Fire. Il vero obiettivo di Jeff Bezos e compagnia è sottrarsi all’egemonia di Google in materia di data mining. Con tutte le conseguenze del caso in termini di business.
L’arma progettata da Amazon per contrastare Google si chiama Silk, il browser WebKit integrato in Kindle Fire e legato a doppio filo con i servizi di cloud computing di Amazon. L’esperienza di navigazione online veicolata attraverso Silk muove da un’architettura che prevede il rendering delle pagine web in remoto. Silk è uno split browser, per usare una terminologia di gergo. Silk indirizza alcuni elementi verso i server Amazon, mentre altri sono elaborati in locale. Il risultato è un’esperienza di browsing più veloce. I server Amazon, inoltre, sono in grado di memorizzare in automatico le pagine web più visitate e, attraverso un algoritmo predittivo, possono anticipare le richieste degli utenti.
Il rendering da remoto non è una peculiarità di Silk. Opera Software, da tempo, impiega tale tecnica per migliorare l’esperienza di navigazione online fornita attraverso il browser Opera Mobile. A differenza di Opera Software, però, Amazon vanta uno degli ecosistemi di cloud computing più robusti al mondo. Kindle Fire, di fatto, assume il ruolo di strumento deputato alla fruizione dei contenuti e dei servizi offerti da Amazon attraverso la nuvola: Kindle Store, Amazon Cloud Storage, Whispersync, Amazon Appstore for Android.
Grazie a Silk, Amazon potrà catturare e controllare ogni singola azione web prodotta dagli utenti di Kindle Fire, spiega Chris Espinosa. Pagine web visitate, link cliccati, annunci pubblicitari visualizzati, tutto passerà attraverso una delle più grandi server farm mondiali. E tutto a spese di Google, sottolinea Espinosa. Perché Kindle Fire impiega una versione di Android fortemente personalizzata Amazon, perché non c’è Chrome ma Silk, perché non c’è alcun accesso diretto ad Android Market. E Amazon, conclude Espinosa, può agire in maniera tale che Google non possa vedere il comportamento in essere degli utenti.
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