Jovanotti a Taormina: Reportage di un concerto unico e irripetibile

Di Salvatore Giambelluca il 6 settembre | ore 09 : 57 AM


Esistono artisti che riescono a cogliere arte in ogni piccolo gesto, ad ogni pensiero, riuscendo a comunicare il tutto sotto l’espressione che più preferiscono. I cantautori per esempio, quelli lì che riescono a scrivere testi che sono dei veri e propri capolavori, canzoni che sono delle autentiche poesie, capaci di farti emozionare ogni qualvolta decidi di ascoltarle. Uno di questi è Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti. Lorenzo è il classico artista per il quale puoi dire “si è creato da solo, facendo tanta, tanta gavetta”. Ne ha fatta di strada il ragazzo fortunato di Cortona, e sabato sera era a Taormina, in concerto. Il suo tour – Ora – ha fatto tappa in uno dei luoghi più belli del mondo, il Teatro Greco Antico. Sia per motivi archeologici che di spazio il concerto non ha potuto avere la stessa struttura del tour, quindi niente megaschermo, passerelle e tonnellate di luci, lo show doveva essere più minimale.

E allora Lorenzo che si inventa? uno show diverso. Chiama il suo amico siciliano, Paolo Buonvino – grande musicista catanese autore tra le piu’ importanti colonne sonore degli ultimi anni come Baciami ancora, Caos calmo, Romanzo Criminale - e gli propone una collaborazione in una serata speciale: lo Jova Strings Party, con l’Orchestra Roma Sinfonietta, dando vita ad un evento unico.

Arrivati alle 18.50 davanti il Teatro Antico mi aspettavo i cancelli già aperti, non è così, i cancelli saranno aperti alle 20, disse un vicino di fila. Bene, e via a fare la fila per un’ora. La temperatura è alta, la gente in fila è tanta, evidentemente io e i miei amici non eravamo gli unici ad avere il posto non numerato. Finalmente aprono i cancelli, ci avviamo promettendoci di non correre per andare a prendere i posti migliori, promessa mantenuta a metà, non corriamo ma il passo è abbastanza veloce, anzi, molto veloce. Entrato al Teatro Antico (non essendoci mai andato) rimango a bocca aperta, il luogo è meraviglioso, la visuale è meno distante da quelle che mi aspettavo. Riusciamo a prendere dei posti abbastanza centrali, dove abbiamo la fortuna di ammirare sia il palco che lo spettacolare panorama che regala il Teatro Antico dall’alto. L’attesa non è tanta, 1 ora e trenta minuti, il problema è il dove siamo seduti che non è esattamente comodissimo, siamo sopra una panca di legno, piuttosto scomoda. Mezz’ora prima dell’inizio Lorenzo scrive su twitter, dandoci appuntamento alle 21.35. E’ puntuale, si abbassano le luci e da un’entrata laterale sbuca Lorenzo che si da in pasto alla folla intonando Sound of Sunshine, è un fuori programma dirà mentre cercherà di svincolarsi da chi cerca di abbracciarlo. Eccolo Lorenzo, che sale sul palco visibilmente emozionato, avvolto dalla simpatia che lo contraddistingue. Il concerto sarà diviso in due parti, primo e secondo tempo, spiega Lorenzo. «Nella prima parte interpreterò 15 brani accompagnato dal maestro Paolo Buonvino e dall’Orchestra Roma Sinfonietta, poi una breve pausa, e nella seconda parte si ballerà», anticipa Lorenzo.

Bella, il brano che apre il concerto, uno dei pezzi più belli che abbia mai scritto, mai interpretata prima d’ora insieme ad un orchestra. Anche il secondo brano è preso dal passato, Serenata Rap, che Lorenzo interpreta con un mazzo di fiori in mano che poi regala a delle ragazze del pubblico. Lorenzo sembra in forma, prima del terzo brano ci regala un monologo: «non fatevi mai dire che non ce la farete mai, che non c’è abbastanza tempo, che non c’è un futuro, è vero c’è la crisi, ma la crisi va sconfitta, dobbiamo lottare per il nostro futuro, e noi siamo qui, Ora». E il terzo brano è proprio quello che dà il titolo al suo ultimo disco, Ora. Il pezzo già bello di suo con l’orchestra acquisisce quel tocco in più, come d’altronde tutti gli altri. Il quarto brano è L’elemento Umano, anche esso tratto dall’ultimo disco, uno dei miei preferiti. Il quinto è forse quello meglio riuscito dal punto di vista orchestrale, Temporale, tratto da Safari e riarrangiato per l’occasione. Spettacolare. Pelle d’oca. A seguire – Dove Ho Visto Te, Piove, La Linea D’ombra - con in mezzo un simpatico siparietto con un politico seduto in prima fila – Fabio Granata – deputato di Futuro e Libertà, Lorenzo l’ha presentato quale siciliano “innamorato della legalità e che ha fatto battaglie serie”, come esempio di chi ha detto “basta”, dopo zittisce i fischi del pubblico aggiungendo: «Ragazzi, questo qui ha mollato Berlusconi, ha detto basta, ci vuole coraggio”. Da lì, è partita dalla platea una lunga serie di “basta”, “basta”, “basta».
Uno dei pezzi più belli della serata è stato senza dubbio Le Tasche Piene di Sassi, durante l’esibizione Lorenzo appare visibilmente emozionato. Il decimo brano della scaletta è quello che io definisco uno dei brani più belli della musica leggera italiana che siano mai stati scritti. Sto parlando di A Te. Il pubblico la intona manco fosse l’Ave Maria, l’atmosfera al Teatro Antico di Taormina è magica. Io Ti Cercherò e Per Me sono i pezzi che anticipano uno dei brani più belli (se non il più bello) di Ora, Un’Illusione. La dedica va alla moglie, con la quale oggi festeggia tre anni di matrimonio. «E’ bello essere sposati», spiega Lorenzo, poi si gira verso il maestro Buonvino domandandogli se è sposato, lui simpaticamente risponde di no, «sposati se ti capita, maestro, sposati, è bello essere sposati.» Gran finale di primo tempo con “Vitti ‘na crozza” al piano con Paolo Buonvino, immancabile omaggio alla Sicilia. Il tempo di alzarci e sgranchirci un po’ le gambe ed eccolo tornare, l’atmosfera è diversa, non c’è più l’orchestra e Lorenzo ha tolto il vestito per una giacca sportiva rossa ed un cappellino, si apre con Tutto l’amore che ho, la gente comincia a ballare e saltellare, qui ci divertiamo, penso, è difatti è così. Non appena parte L’ombelico del mondo il Teatro Antico diventa una gigantesca discoteca, seguita da Il più grande spettacolo dopo il big bang, ed io comincio a perdere la voce e sudare. Lorenzo si toglie la giacca e per niente intimorito dalla folla attraversa il teatro sotto le note di Un ragazzo fortunato. Mentre nel primo tempo regnava un’atmosfera magica, adesso è il delirio. Altrettanto magico. Tornato sul palco Lorenzo richiama l’orchestra e il mastro Buonvino, è il momento di Baciami ancora, dopo i doverosi ringraziamenti e saluti alla prestigiosa Orchestra Roma Sinfonietta. Mezzanotte e venti, il concerto volge al termine, Lorenzo chiude con La Bella Vita dedicando il pezzo alla figlia anch’egli in Sicilia, «perché quando si viene in Sicilia, si viene con tutto il braco», spiega Lorenzo. Il concerto si chiude nel migliore dei modi. Abbandono il Teatro Antico soddisfatto e divertito, consapevole di aver assistito ad un concerto unico e irripetibile di un saggio del suo tempo, Lorenzo Cherubini Jovanotti.

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7 Commenti

  1. ally, 8 meses fa Replica

    Anch’io come te ho avuto la fortuna di essere li sabato sera.. uno spettacolo unico! La prima parte é stata sublime.. a te, linea d’ombra, un’illusione dove l’atmosfera era magnifica.. lorenzo è unico, riesce a regalarti emozioni come nel primo tempo e farti ballare come nel secondo.. bellissimo racconto, grazie.. per avermi rifatto vivere quella serata.

  2. Ele, 8 meses fa Replica

    Che bello… io sono stata a vedere quello a firenze ma non oso immaginare quanto sia stato magico questo qui al teatro antico di taormina uno dei posti più belli al modo..
    Lorenzo è unico.

  3. Lau, 8 meses fa Replica

    non smetterò di ripeterlo: è stata un’esperienza unica, qualcosa di indescrivibile.
    La prima parte sublime: per la maggior parte del tempo siamo rimasti in silenzio ad ascoltare la magia che si creava dall’unione degli archi e della voce di Lorenzo, e canzoni come A te e Baciami ancora le abbiamo cantate quasi sottovoce per paura di rovinare l’atmosfera, un sussurro gigantesco, da pelle d’oca.
    La seconda parte energia allo stato puro: Lorenzo che ha ballato, cantato, intrattenuto per più di 2 ore il pubblico senza fermarsi un secondo, ha contagiato tutti con la sua carica e anche il più restio durante canzoni come L’ombelico del mondo e Il più grande spettacolo dopo il big bang, si è scatenato.
    Che altro aggiungere se non di andare a chi ancora non l’ha fatto!
    Molto bello il post Salvatore, bella la foto :)

  4. adry, 8 meses fa Replica

    bellissimo resoconto! beh, jovanotti, perchè per me lui è jovanotti, è unico… è uno dei pochi aritsti che vedrei e rivedrei all’infinito!
    sa…sapevo che non ti saresti pentito!

  5. Francesco, 8 meses fa Replica

    Bellissimo reportage Salvatore. Lorenzo Cherubini è l’artista che è riuscito a sconfiggere la diffidenza, anche grazie a dei brani divenuti “poesia”. Jovanotti è riuscito a coinciliare il mainstream con l’eleganza e la veridicità dei suoi dischi.

  6. gandhiana, 8 meses fa Replica

    Taormina. Lorenzo. La fabbrica delle emozioni! Ce ne ha regalate tante Jova con il suo ritmo instancabile e il suo sfrenato bisogno di DARE!

  7. gandhiana, 8 meses fa Replica

    E tanti dei suoi fans quella notte avranno detto ” E nel mio petto c’è un motore acceso, fatto per dare più di quanto ha preso “. Perchè questo è per me Lorenzo. E non sono una ragazzina!


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