Italiani rapiti, nuova rivendicazione di Al Qaeda
- Di Valentina Cervelli
- 31 dic 2009 | 11:14
- Esteri, Primo Piano
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Al Qaeda ritorna a rivendicare il rapimento dei due italiani avvenuto in Maritania. Il gruppo terrorista Aqmi, braccio magrebino dei più noti rivoluzionari islamici ha reso noto un nuovo comunicato, corredato da foto, relativo alla coppia rapita.
Il comunicato, datato 20 dicembre, porta con se in allegato le foto dei documenti dei due connazionali ed una foto della coppia. A rendere noto il nuovo contatto, il Site, il Centro americano di sorveglianza dei siti degli estremisti islamici. Sergio Cicala e Philomene Kabouree appaiono inginocchiati a terra e circondati da cinque uomini armati.
“Il rapimento è avvenuto quando il governo di Silvio Berlusconi sostiene le guerre in Afghanistan e in Iraq e sostiene la crociata contro l’islam”, sostiene l’Aqmi nella sua rivendicazione. Motivo per il quale il gruppo terroristico magrebino sottolinea che “se la famiglia degli ostaggi e il popolo italiano tengono alla sicurezza di Cicala e Kabouree, devono fare pressioni sul loro governo perché dia seguito alla sua richiesta”.
La prima rivendicazione del rapimento era avvenuta lo scorso 28 dicembre quando il gruppo terrorista diffuse una foto con la coppia inginocchiata a terra con in mano il proprio passaporto: secondo l’usanza islamica, la foto è stata diffusa con il volto e le mani della donna coperte artificiosamente.
“Non abbiamo nulla da dire e neppure Alexia vuole parlare”. Con queste poche parole, il compagno di Alexia Cicala, figlia di Sergio, commenta la diffusione del nuovo comunicato di Al Qaeda relativo al rapimento dell’uomo e della moglie. Alexia, figlia del primo matrimonio di Cicala, si è trasferita momentaneamente a Caltanissetta presso la madre. Dopo alcuni appelli lanciati in tv subito dopo il rapimento, la ragazza si è chiusa nel silenzio.


