Italiani popolo di santi, navigatorie e… cyber lettori

Di Francesca Di Giuseppe il 25 marzo | ore 19 : 53 PM


Si chiamano ebook e sono libri in formato digitale, praticamente dei file consultabili su computer, appositi lettori, palmari, telefonini di ultima generazione che più semplicemente potremmo chiamare, nella nostra bella lingua italiana, libri elettronici. A dicembre 2010, dai dati forniti dall’ IE-Informazioni Editoriali, risultava che i titoli ebook in italiano disponibili (esclusi articoli di riviste scientifico-accademiche) fossero 5.900 e che questi arrivassero a coprire 1,5% dei titoli “commercialmente vivi”. Un mercato sicuramente in crescita se si tiene conto che, a gennaio dello stesso anno, i libri elettronici erano 1.619, ovvero lo 0,4%.

Sempre dagli stessi dati dell’ IE-Informazioni Editoriali, risulterebbe che 665mila persone, l’ 1,3% degli italiani, avrebbero comprato un ebook, ed è emerso, inoltre, l’ interessante dato che in tre anni, dal 2006, i cyber lettori del bel paese sarebbero addirittura triplicati. Non male visto che, per quanto riguarda la carta la stampata, le cifre dei lettori italiani (come si legge nel mio articolo precedente) non erano affatto confortanti, pochi infatti erano risultati essere gli amanti della lettura. Le cose cambiano per quanto riguarda i libri elettronici, maggiori le persone che si avvicinano agli ebook, forse per curiosità, forse per moda o necessità, fatto sta che le nuove tecnologie sembrano avere la meglio. L’ interesse crescente che tale argomento suscita è dimostrato anche dal fatto che a Rimini, dal 3 al 5 marzo scorsi, si è tenuta la prima edizione di “Ebook Lab Italia, mostra-convegno sul futuro dei libri e i libri del futuro.” L’evento, organizzato da Rimini Fiera Spa e Simplicissimus Book Farm Srl, è stato caratterizzato da interventi di esperti del settore che hanno parlato delle problematiche dei DRM (sistemi anticopia a tutela del copyright), dell’impatto degli eBook sulle biblioteche e su come saranno i libri di testo tecnologici e gli eReader del futuro. Argomenti interessanti che, fino a qualche decina di anni fa, avremmo considerato più adatti a romanzi di fantascienza che alla realtà.

Argomenti dai quali però, più che restare affascinata, io non riesco a provare un reale interesse. Per quel che mi riguarda non c’è storia, la carta stampata non può essere neanche lontanamente paragonata ad un libro elettronico. Io amo il profumo dell’ inchiostro dei libri, le pagine ingiallite dal tempo, i fiori schiacciati tra i fogli per ricordo di quella giornata particolare, le dediche scritte con la biro e scolorite dalle lacrime cadute dopo un finale troppo emozionante. Un libro elettronico, per quanto non se ne possa negare l’utilità (specie per i nostri poveri studenti sempre accompagnati da zaini troppo pesanti per le loro “fragili” spalle) non ha quel fascino e quella poesia che ha il libro tradizionale. Ma, citando il poeta russo Josif Brodskij, poiché “Ci sono crimini peggiori del bruciare libri. Uno di questi è non leggerli” se l’ elettronica avvicina gli italiani alla lettura ben venga le modernità anche in letteratura. Buona lettura a tutti!

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