Italiani bravi gente ma non amanti della lettura

Di Francesca Di Giuseppe il 28 febbraio | ore 11 : 24 AM


Ho sempre amato i libri sin da quando, molto piccola, sentivo storie di principesse e maghi, streghe cattive e fate buone. Li ho sempre amati perché ogni volta che ho “incontrato” un libro, anche quello che mi è piaciuto meno, è stato sempre come iniziare un viaggio verso un mondo sconosciuto da scoprire, pieno di nuovi amici da conoscere, posti da visitare e, sopratutto, di emozioni da provare. Mi piace spesso paragonare i libri ai viaggi perché io credo che, dopo aver finito di leggere un libro, ci si ritrova cambiati, più ricchi di conoscenza, alle volte anche un po’ dubbiosi ma sicuramente maturati, proprio come di ritorno da un viaggio.

Naturalmente, una volta giunti alla sua conclusione, si può reagire in modi diversi di fronte ad un libro: ci si può commuovere (cosa che a me capita spessissimo..ma io sono un caso a parte), arrabbiare, morire dal ridere, trovarsi in disaccordo o che so io. Ma di una cosa sono certa quando leggiamo un libro mente, anima e cuore danno vita ad un’ alchimia unica che rigenera. Ho fatto questa premessa per spiegare il perché della mia scelta riguardante di iniziare un blog sui libri, perché mi hanno colpito i dati emersi dalle ultime indagini Istat, “La lettura dei libri in Italia”, pubblicato in occasione del Salone del Libro di Torino 2010 (l’indagine è stata svolta nel febbraio 2009. Il campione comprende 19 mila famiglie, per un totale di 48 mila individui) dai quali risulterebbe che gli italiani in media leggono tre libri l’anno ( i lettori sono più al nord che la sud) impiegando più o meno quattro mesi per leggere un solo romanzo. Solo 15,2% degli italiani leggerebbe un libro o più al mese; dai dati risulta ancora che le donne leggono più degli uomini ed infine che un lettore su cinque ha più di 65 anni. I dati non sono troppo incoraggianti ed io spero, con questa rubrica, di invogliare il più possibile le persone alla lettura, arte meravigliosa e dalle mille sfaccettature.

Leggere è un dovere, i libri ci aiutano a imparare ciò che non conosciamo. Non dimentichiamo che le dittature bruciavano i libri in piazza perché senza libri la conoscenza deve ripartire ogni volta da zero e le cose, specie con buoni mezzi persuasione, si dimenticano in fretta. Voglio concludere questo post con una citazione tratta dal romanzo “Fahrenheit 451″ dello scrittore americano Ray Bradbury di cui ora non c’ è tempo per parlare ma che fa al caso mio per salutarvi e darvi appuntamento alla prossima volta e che dice così: “E quando ci domanderemo cosa stiamo facendo, tu potrai rispondere loro: noi ricordiamo. Ecco dove alla lunga avremo vinto noi. E verrà il giorno in cui saremo in grado di ricordare una tal quantità di cose che potremo costruire la più grande scavatrice meccanica della storia e scavare, in tal modo, la più grande fossa di tutti i tempi, nella quale sotterrare la guerra.” Buona lettura a tutti!

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