Iran, scontri in piazza: almeno 15 morti

Non accenna a diminuire la violenza degli scontri. Dura la condanna della comunità internazionale

Di Valentina Cervelli il 28 dicembre | ore 11 : 47 AM


iranNon accennano a diminuire i violenti scontri di piazza tra l’onda verde dei manifestanti antigovernativi e le forze di polizia a Teheran. Fino ad ora la contrapposizione ha causato la morte di almeno 15 persone, tra i quali figura Sayed Ali Moussavi, nipote 35enne del leader dell’opposizione iraniana Mir Hossein Moussavi.

Le notizie sono frammentarie e poco documentate: siti web e cellulari sono in blackout, ma l’eco della scia di sangue che sta colpendo l’Iran in occasione della festa sciita dell’Ashura ha raggiunto velocemente tutto il mondo. E se il capo della polizia della città, Azizollah Rajabzadeh, nega la presenza di vittime, è stata proprio la tv di Stato a confermare le terribili voci di morte che vedono i manifestanti perire sotto il fuoco delle forze dell’ordine.

Almeno 300 le persone poste in stato di arresto. La polizia di Ahmadinejad nega ufficialmente di avere a disposizione armi o ordini di abbattimento, ma un testimone degli scontri a raccontato alla tv inglese BBC di aver visto una camionetta investire un manifestante. Contemporaneamente è stata denunciata la scomparsa di un giornalista siriano presente alla manifestazione, M. Reza Al Bacha, di cui non si hanno più notizie.

La repressione allarga i suoi tentacoli anche nelle case: all’alba di lunedì è stato infatti arrestato Ebrahim Yadzhi, ex vicepremier e ministro degli Esteri dopo la rivoluzione del 1979 ed ora una tra le più importanti autorità avverse al regime.

Nel fiume di sangue che sta investendo la città non mancano però segnali che fanno ben sperare: diversi agenti delle forze dell’ordine hanno infatti rifiutato di attuare l’ordine di sparare ai manifestanti, limitandosi a sparare in aria.

Forte nel frattempo la condanna dell’intera comunità internazionale nei confronti del governo di Ahmadinejad. Tra i primi a far sentire la propria voce vi è stata la Casa Bianca che condanna con forza “l’ingiusta repressione delle manifestazioni civili” ed aggiunge che “i manifestanti godono dei diritti universali ad esprimere le proprie opinioni liberamente”. Critica anche la Francia, la quale ha protestato con fermezza contro la repressione in atto nella repubblica iraniana.

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2 Commenti

  1. Ernesto Di Gregorio, 2 annos fa

    Mi chiedo dove siano finiti coloro pronti a scendere in piazza contro l’america, israele e tutto l’occidente per difendere i diritti umani! scendono in piazza contro l’america, prima democrazia al mondo e perche qui non manifestano? a partire dai radicali per finire al pd

  2. Alessandro Olivieri, 2 annos fa

    dicesi “radical chic”. condivido pienamente la tua acuta osservazione Ernesto. Infatti in pochi notano o mettono in rilievo cio che affermi. Quando si tratta di difendere i diritti negati da avversi all america (in questo caso il governo iraniano) difficilmente vedrai “quella gente” mobilitarsi. questo è un dato di fatto incontestabile che li contraddistingue. Ognuno tragga le sue personali conclusioni.


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