Iran/ Attentato contro Ahmadinejad, per Teheran è solo un petardo
Due versioni contrapposte in un Paese ormai diviso
Di Redazione il 4 agosto | ore 11 : 11 AM
Un attentato contro il presidente. O un semplice petardo. Differiscono sensibilmente le versioni sull’esplosione avvenuta a Hamadan, in Iran, prima che Mahmoud Ahmadinejad pronunciasse il suo discorso alla popolazione. Due versioni, come due sono le realtà che si scontrano in Iran: quella conservatrice e fedele al presidente, quella moderata e riformista cresciuta dopo le contestate elezioni della scorsa estate.
Una rivoluzione ‘verde’, animata dagli studenti, che passa da internet. Come da internet è arrivata, questa mattina, la notizia: una bomba è esplosa al passaggio del convoglio del presidente, Ahmadinejad è scampato a un attentato. Sui media internazionali arriva grazie ad Al Arabiya: per la tv degli Emirati Arabi Uniti, un uomo avrebbe lanciato una bomba contro il convoglio, colpendo il veicolo su cui si trovavano i giornalisti. L’uomo sarebbe stato arrestato; numerosi i feriti provocati dall’esplosione.
La notizia si diffonde quando Ahmadinejad, illeso, ha già tenuto il discorso alla popolazione, come da programma, trasmesso in diretta televisiva. Senza far cenno a quanto avvenuto. L’evento si propaga in tutto il mondo, le maggiori televisioni e i siti internet dei quotidiani più prestigiosi titolano: “Ahmadinejad sfugge a un attentato”.
Ma un attentato, pur fallito, è il sintomo di un malessere, la dimostrazione dell’esistenza di falle nel sistema di sicurezza. Mette a nudo la debolezza di un sistema politico. Così, nel giro di un’ora, arriva il primo commento ufficiale da Teheran, che smentisce: nessun attentato, solo un petardo.
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