Iran, Ahmadinejad: se Israele attacca verrà distrutta
Scontri tra forze di sicurezza e manifestanti dell'opposizione. Bloccato Gmail.
Di Valentina Cervelli il 11 febbraio | ore 10 : 58 AM
“Distruggeremo Israele una volta per tutte se verremo attaccati dai sionisti”. Mahumud Ahmadinjad alza il tiro e nel corso di una conversazione telefonica con il suo corrispondente siriano Bashar al Assad attacca ancora una volta Israele.
“Abbiamo informazioni attendibili che il regime sionista sta cercando un modo per compensare le sue ridicole sconfitte a Gaza e in Libano” continua Ahmadinejad, secondo quanto riportato da Irib, televisione di Stato iraniana. “Se il regime sionista dovesse ripetere i propri errori e avviare una operazione militare, essa dovrà essere respinta con tutta la forza” conclude, “per porre fine una volta per tutte”.
Oggi è una giornata molto importante per l’Iran, si festeggia infatti il 31esimo anniversario della Rivoluzione Islamica, che ha visto l’attuale regime teocratico salire al potere. Le milizie Basiji, truppe paramilitari filogovernative, sono state dispiegate in punti cadi della città per evitare l’organizzazione di nuove manifestazioni da parte dell’opposizione.
E mentre decine di migliaia di persone si sono riunite a Piazza Azadi per il discorso del presidente Ahmadinejad, il quale oltre ad aver minacciato nuovamente Israele ha sottolineato di aver arricchito già il primo pacchetto di uranio e di essere in grado, anche se non lo farà, di arricchirlo più del 20%, un gruppo di manifestanti dell’opposizione che si era avvicinato alla piazza è stato disperso dalle forze di sicurezza iraniane attraverso l’esplosione di alcuni colpi di arma da fuoco ed il lancio di lacrimogeni.
Tra gli attaccati dalle forze dell’ordine iraniane, anche il leader riformista Mehdi Karroubi e l’ex presidente Mohammad Khatami. Alcune fonti parlano anche del probabile arresto di una nipote dell’Ayatollah Ruhollah Khomeini e del suo consorte, e di uno dei figli di Karroubi.
A causa del divieto imposto ai media stranieri di presenziare all’evento, le poche notizie che pervengono sugli scontri arrivano direttamente dalla rete, fortemente compromessa in questa occasione dal blocco di Gmail, uno degli strumenti più utilizzati insieme a Twitter per la diffusione all’esterno di notizie da parte dei manifestanti.
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