Inghilterra: Cameron controllerà il BlackBerry Messenger e i social network?
Di Avv. Paolo Alfano il 13 agosto | ore 16 : 03 PM
Dopo gli scontri scoppiati improvvisamente qualche giorno fa sembra regnare una apparente calma a Londra e dintorni.
In un susseguirsi di notizie ed aggiornamenti sui movimenti dei “rivoltosi” o pseudo-tali il primo ministro Cameron ha espresso più volte l’intenzione di controllare i social network per evitare attraverso gli stessi la diffusione del messaggio dei violenti o peggio ancora consentire una maggiore organizzazione dei furti e saccheggi, progressivamente allargatisi a macchia d’olio sul territorio del Regno Unito.
In particolare Cameron ha puntato il dito contro il servizio di messaggistica interno BlackBerry, noto come BlackBerry Messenger, che permette lo scambio di messaggi criptati, servizio considerato inaccessibile ai più e per questo motivo utilizzato come sistema di comunicazione dai principali attori degli scontri, soppiantando l’utilizzo di Facebook e Twitter, ritenuti più vulnerabili alle intercettazioni.
In realtà il sistema BlackBerry non si è rivelato poi così inaccessibile come si pensava fino a ieri, proprio grazie alla stessa RIM ( che ha inventato tale sistema) che si è subito detta disponibile a fornire alle autorità ogni possibile elemento per risalire agli autori degli scomodi messaggi, così come è poi avvenuto con i primi arresti in GB.
Come considerare questa mossa di Cameron? Come una pura e semplice limitazione della libertà o al contrario come una presa di posizione a favore di una maggiore tutela sociale anche nell’ambito dell’utilizzo di tali nuove tecnologie di comunicazione?
Non è ancora chiaro quali dati sono stati o saranno condivisi da RIM per aiutare le autorità inglesi, ma chiaramente ogni diffusione di informazioni aprirà la strada ad un maggior controllo dei messaggi scambiati, senza voler tenere conto di tutti gli altri trasmessi attraverso i più popolari social network. Credo che tutti i cittadini di questo mondo sarebbero disposti a perdere un pezzettino della loro privacy pur di ottenere una maggior sicurezza delle loro vite ma il prezzo da pagare sembra molto alto.
Il produttore canadese è già finito, in ogni caso, nel mirino di molti governi conservatori, proprio a causa dell’impossibilità di intercettare le comunicazioni scambiate a causa degli standard di sicurezza molto elevati. Recente il contenzioso tra la RIM ed il governo indiano, da poco chiuso con la fornitura degli strumenti di accesso al servizio Messenger per evitare la diffusione di messaggi a sfondo terroristico.
RIM ha voluto precisare però che l’architettura di sicurezza dei BlackBerry Enterprise Server, utilizzati per tale sistema di messaggistica, è il medesimo per tutto il mondo e non vi è possibilità di fornire le chiavi di cifrature di tutti i clienti ma al massimo di risalire a singoli “particolari” utenti.
Ho l’impressione che Cameron, ed altri come lui, sbatteranno il muso sul muro della privacy..
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