Il Web, la voce dei ribelli
Di Gaetano Scavuzzo il 22 febbraio | ore 09 : 08 AM

Soffocate quella voce. Spegnete internet e oscurate tutti i siti. L’ordine arriva dai governi che in preda alla proteste dilaganti provano a staccare la spina dell’alimentazione “virale” che il web dà alla protesta. Il medio oriente e gli Stati nord africani sono in piena rivoluzione. La gente, il popolo scende in piazza e si ribella. La rete è lì, e gli echi della protesta arrivano in ogni angolo del mondo. Prima l’Egitto, poi la Libia e poi chissà quanti altri.
La gente si agita, rivendica i propri diritti, lotta per il cambiamento e la democrazia ed internet gli viene in aiuto. La rete è il mezzo di comunicazione più democratico, ma non per questo non censurabile. Prima Mubarak e poi Gheddafi lo hanno dimostrato oscurando la rete per alcuni giorni, tagliando la nazione fuori dal web per non fare uscire dai confini nazionali quei sentimenti di ribellione al governo e sopratutto all’uomo che lo rappresenta, e se la tv di Stato fa uscire l’unica versione ufficiale, il web garantisce le “più” verità.
La rete è strumento di democrazia e gli eventi di questi giorni ce lo confermano ancor di più. Fondamentali poi i social network, criticati spesso per la loro pervasività e il loro speculare sui fatti degli altri. Facebook e Twitter su tutti hanno permesso di conoscere gli eventi, le sensazioni, l’accadimento dei fatti quando anche i giornalisti trovavano difficoltà a raccontare le proteste.
I social network hanno fatto da megafono al grido di protesta e di aiuto del popolo egiziano, ed è lì che qualche giorno fa ha deciso di comunicare anche l’esercito egiziano, che una volta preso in mano il potere dalle mani di Mubarak ha attivato la propria pagina Facebook. La riconoscenza del popolo e dei protestanti egiziani è totale verso la rete e i social network a tal punto che, notizia di poche ore fa riportata da un quotidiano d’Egitto, un giovane ha voluto rendere omaggio al social network in blu chiamando la propria figlia Facebook. Potenza della libertà del web.
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