Il fantasma di una seconda crisi

Di Alessandro Olivieri il 14 maggio | ore 20 : 52 PM


Siamo nel mezzo di una crisi globale, di cui aimè non vedo ancora quello spiraglio di luce in fondo al tunnel che indica che la fine se pur lontana esiste. Come se non bastasse si paventa lo spettro di una seconda crisi, in parte figlia della prima e in parte no. La Grecia è out e l’Europa farà il possibile per evitarne il crack. Ma cosa potrebbe succedere se quei paesi (e sono molti) che stanno messi più o meno come la Grecia facessero la stessa fine nel giro di poco tempo? E’ una ipotesi remota, improbabile, ma non impossibile. Non credo che basterebbe il fondo per la stabilizzazione per risolvere le cose. Un default collettivo provocherebbe una sorta di reazione a catena da parte dei mercati finanziari mondiali difficilmente controllabile e dagli scenari incerti. Una seconda crisi si unirebbe alla prima. Il Regno Unito sbaglia a chiamarsi fuori dal fondo per la stabilizzazione. Non conviene avventurarsi da soli nella foresta di un mondo globale. Ma il comportamento degli inglesi deve indurre a riflettere. Nel mondo globale il fatto che l’Europa non sia un soggetto unico federale come ad esempio gli Stati Uniti non ci aiuta né in termini di peso in politica estera né tantomeno in situazioni di emergenza come crisi economiche.

L’Italia dal canto suo non è messa male, ma non è neanche messa bene. Fino ad ora ce la stiamo facendo. Abbiamo un debito pubblico tra i più alti del mondo. Ma abbiamo anche un debito privato tra i più bassi al mondo, questa è la nostra forza, il merito di ogni Italiano, la ragione primaria per cui a questo punto del match Italia-Crisi non siamo ancora andati KO. Certo un plauso va anche a Giulio Tremonti e a Silvio Berlusconi che lo ha ascoltato in tutte le sue scelte di politica economica sia nazionale che internazionale.

Tuttavia non possiamo vivere di miracoli. Il Governo Italiano si affretti a compiere un’impresa Titanica, quella del federalismo fiscale fatto come si deve. Dia il via ai decreti attuativi nel breve al fine di vincere la guerra mai iniziata agli sprechi abnormi di cui siamo vittime. In difetto, contro un nemico troppo grande, non riusciremo a resistere.

Editoriali

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