Il Cdm vara piano antimafie: è scontro su immigrazione
Il piano di azione in 10 punti per combattere la criminalità organizzata
Di Valentina Cervelli il 29 gennaio | ore 09 : 01 AM
E’ stato varato ieri a Reggio Calabria, in una riunione speciale del Consiglio dei Ministri sul tema della Sicurezza il piano antimafie del governo. Una sede scelta a causa dei diversi falliti attentati protrattisi nell’ultimo mese e che vedrà stabilire in essa la sede dell’Agenzia per i beni sequestrati e confiscati, che si occuperà di “smaltire” velocemente i beni sequestrati alla mafia.
Il piano preparato dal ministro della Giustizia Angelino Alfano e dal Ministro dell’Interno Roberto Maroni prevede di stroncare le future azioni della criminalità organizzata partendo dal loro supporto economico: la forza della mafia risiede infatti nella grande mole di risorse, raccolte illegalmente sulle quali possono contare.
“ Per battere la mafia bisogna aggredire il patrimonio mafioso.”, ha spiegato il premier Silvio Berlusconi.“Metteremo questo obiettivo al centro dell’attività di contrasto. E se i mafiosi ricomprano i beni, noi li risequestriamo un’altra volta”. L’insediamento dell’Agenzia per i bene sequestrati è prevista entro due settimane dal varo del piano. Tra i 10 punti del pianto antimafie, oltre all’istituzione di Agenzia vi è l’istituzione di un testo unico, definito “codice antimafia” che raccoglie e semplifica tutte le leggi in materia di criminalità organizzata varate fino ad ora; la composizione di una mappa con l’ubicazione delle organizzazioni criminali, la creazione di un desk interforze tra i vari protagonisti della lotta alla mafia ed un maggiore controllo contro le infiltrazioni della criminalità organizzata negli appalti pubblici e privati.
Previsto inoltre un maggiore rigore nei confronti degli extracomunitari. “I risultati sui nostri contrasti all’immigrazione clandestina sono molto positivi” e questo perché una “riduzione degli extracomunitari in Italia significa meno forze che vanno a ingrossare le schiere dei criminali”, ha spiegato inoltre il presidente del Consiglio, accolto da un gruppo di sostenitori al suo arrivo, nel corso della conferenza stampa seguita al Cdm.
Parole che non sono piaciute all’opposizione che attraverso Livia Turco ribatte sottolineando che parole di questo genere “ sugli immigrati sono vergognose”, accusando il premier di incitare “al razzismo e” alimentare “un clima di intolleranza le cui conseguenze non possono essere prevedibili”.
Più sottile e articolata l’osservazione di Don Giancarlo Perego, direttore della Fondazione Migrantes della Cei. “Se è vero, come dicono il premier e la nostra indagine di qualche mese fa conferma”, ha sottolineato, “che episodi di criminalità coinvolgono in percentuale maggiore gli immigrati clandestini, allora occorre lavorare per regolare da subito la situazione di tanti immigrati presenti nel nostro territorio”. “Purtroppo”, ha aggiunto il sacerdote, “gli immigrati che arrivano per trovare lavoro e condizioni di vita dignitose, trovano crescenti difficoltà e burocratizzazione in merito al loro percorso di regolarizzazione”.
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