Il Cairo, ambasciata israeliana sotto assedio. Mille i feriti
Di Paolo Gallazzi il 10 settembre | ore 13 : 57 PM
L’ambasciata israeliana al Cairo è stata presa d’assalto nella notte da un gruppo di manifestanti che sono riusciti a demolire il muro di protezione costruito proprio per difendere l’edificio in seguito alle turbolenti manifestazioni di protesta che si sono susseguite nei giorni scorsi.
Gli scontri tra manifestanti e forze speciali della polizia egiziana, intervenuti a trarre in salvo i sei diplomatici israeliani bloccati nell’edificio, si sono fatti violenti ed hanno causato la morte di 3 persone, il ferimento di 1049 e 19 arresti. A quanto pare, infatti, dopo l’abbattimento del muro perimetrale, il gruppo dei manifestanti si è aperto la strada attraverso i locali della sede diplomatica, la bandiera israeliana è stata ammainata e sottratta.
Durante la mattinata, poi, una sparatoria davanti all’università (circa 500 metri) dalla sede dell’ambasciata) ha costretto all’intervento mezzi blindati di esercito e polizia ed all’utilizzo di lacrimogeni per disperdere la folla. Ed è prevista per oggi (sabato) la riunione straordinaria del Consiglio Supremo delle Forze Armate egiziano per decidere in merito alla situzione.
La tensione tra Israele ed Egitto è alle stelle, al Cairo il clima è tesissimo e tra i due Paesi i rapporti diplomatici sono gelidi come non succedeva da tempo. La crisi ha origine dal triplice attentato del 18 agosto scorso nella zona di Eilat, Israele meridionale. La ricerca dei responsabili dell’atto terroristico ha portato all’uccisione, per errore, di cinque poliziotti egiziani ad opera degli uomini dei reparti speciali israeliani impegnati nell’operazione di ricerca e cattura.
Da quel momento la situazione tra i due Paesi è precipitata, numerose manifestazioni anti-Israele si sono susseguite nella capitale egiziana, fino a culminare nell’assalto di venerdì notte. La situazione è tanto grave da aver spinto Israele a chiedere agli Stati Uniti di far pressione sul governo egiziano affinché sia garantita la sicurezza di tutti gli abitanti israeliani residenti al Cairo.
“L’attacco di una teppaglia all’ambasciata israeliana è stato un incidente serio, ma sarebbe potuto essere peggiore se i rivoltosi fossero riusciti a superare l’ultima porta blindata”, è stato il commento del premier israeliano Benyamin Netanyahu, che poi ha concluso: “Sono soddisfatto che siamo comunque riusciti a evitare un disastro e voglio ringraziare il presidente Barack Obama per il suo aiuto. Desidero inoltre congratularmi con i nostri uomini dell’intelligence per il loro contribuito al salvataggio e l’eccellente lavoro svolto”.
Da quanto successo risulta evidente l’instabilità politica che ancora, dopo i moti di rivolta della Primavera Araba, ancora regna in tutto il Medio Oriente e dimostra, ancora una volta, la sempre mal sopportata convivenza tra Israele ed i Paesi arabi. L’intento delle due Nazioni, Egitto ed Israele, è sempre quello di mantenere il trattato di pace del 1979, seguito agli accordi di Camp David, che sanciscono il riconoscimento reciproco delle due Nazioni e la fine dello stato di guerra in vigore sin dalla nascita dello stato di Israele nel 1948.
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mogol_gr, 8 meses fa
Basta violenze in Siria.