I vigili mille euro di Roma: con la tangente eviti la multa

Continua l'inchiesta sui "vigili mille euro" di Roma, accusati di aver chiesto tangenti ad alcuni imprenditori per evitare denunce alle autorità.

Di Gianni Serafini il 1 marzo | ore 09 : 51 AM


Paghi una tangente ed eviti la multa. E’ questo il comportamento illecito che è stato denunciato a Roma, nel quartiere Trastevere, nei confronti dell’operato di alcuni vigili che vengono definiti “mille euro”. Con il pagamento di una mazzetta si potrebbe evitare una multa salata o comunque verrebbero sistemati tutti i problemi. L’inchiesta è iniziata con il caso di un imprenditore che sarebbe stato costretto a sborsare 30.000 euro affinché gli agenti della polizia municipale potessero chiudere un occhio su degli abusi edilizi. Gli inquirenti hanno deciso di allargare l’inchiesta a partire dai cinque agenti coinvolti, appartenenti al Primo Gruppo della Polizia Municipale, che opera nel centro storico.

Mercato di licenze. Il lavoro degli inquirenti, quindi, mira a comprendere se ci sono altre vittime oltre all’imprenditore Paolo Bernabei, che potrebbe non essere l’unico colpito dalle richieste illecite da parte dei vigili urbani. Proprio in queste ore il sindaco di Roma Alemanno terrà un incontro con il capo della polizia municipale, il comandante Angelo Giuliani, il quale fino a questo momento non è stato ancora coinvolto nella vicenda che vede accusati di concussione alcuni degli agenti della polizia locale.

Licenze e tariffario. Orlando Crosetti, presidente del I Municipio di Roma, ha spiegato: “A gennaio un gruppo di proprietari di locali del centro storico mi ha raccontato di un mercato parallelo di licenze gestito da ‘professionisti’. I commercianti mi hanno parlato anche di un tariffario: con cifre tra i 130 e i 150 mila euro si potevano acquistare e riattivare licenze di somministrazione bloccate o sospese. Una parte della somma, tra i 20 mila e i 30 mila euro, veniva riscossa con assegni, il resto poi in nero. Non mi hanno mai detto che si trattasse di vigili urbani, ma io ho fatto una denuncia alla Guardia di Finanza. In un caso uno degli imprenditori, prima di pagare, venne in Municipio e si rese conto che la licenza che voleva acquistare in nero non sarebbe mai stata riattivata”.

Strutture parallele. Tutto è partito dalla denuncia dell’imprenditore Barnabei, che ha spiegato che gli sono stati richiesti 60.000 euro, la metà dei quali è stata effettivamente pagata, affinché non venisse denunciato un abuso edilizio effettuato all’interno di un magazzino presente in via della Luce, dove una veranda era stata adibita ad ufficio. Tra gli imprenditori coinvolti potrebbe esserci anche Vincenzo Conticello, dell’Antica Focacceria, che, spiega Corsetti, “aveva denunciato che sedicenti intermediari gli avevano offerto l’acquisizione di licenze di esercizio per cifre dai 120mila ai 150mila euro. Le licenze attive, ma di fatto riferite a locali chiusi o inesistenti, si potevano trasferire in altri esercizi commerciali. Il tutto in contati e in nero, un evidente segno di riciclaggio del denaro”. “Nel I Municipio – conclude Corsetti – ci sono interessi legati al commercio che generano appetiti di tutti i tipi. Esistono strutture parallele al Municipio che monopolizzano il mercato”.

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