I Simpson: arriva Julian Assange
Accusato di molestie sessuali, l’editor-in-chief di Wikileaks affila gli artigli per il processo d’appello, ultimo tentativo di evitare l’estradizione in Svezia. Nel frattempo, si diletta con una comparsata ne I Simpson
Di Andrea Cinalli il 2 febbraio | ore 20 : 51 PM
Lavora alacremente per perorare la causa della libertà di stampa (portando all’attenzione degli utenti web oltre 251.000 “documenti riservati”) e già che c’è si costruisce pure un curriculum di tutto rispetto. Poi, un bel giorno, i sogni di gloria si incrinano e quel roseo futuro pronosticato va sfumando: gli piombano addosso le accuse di violenza sessuale – avanzate da un Paese, la Svezia, dove chi si dà a rapporti consenzienti ma non protetti viene additato come fuorilegge, alla stregua del più incallito criminale. Accuse che lo traghettano dritto dritto davanti ai giudici, i quali acconsentono all’estradizione in Svezia.
Certo, non è vita facile quella di Julian Assange, dapprima osannato/osteggiato per la pubblicazione sul sito Wikileaks dei paventati “segreti di stato”, poi bersagliato dall’opinione pubblica (e il governo svedese) per il presunto crimine.
Ma un valido giornalista non può lasciarsi piegare senza lottare, e Assange – che non è un novellino – mica demorde: ha avuto avvio proprio quest’oggi (1° febbraio) il processo d’appello presso la Corte Suprema britannica, ultima spiaggia per mitigare la pena inflittagli precedentemente (passare nelle mani del governo svedese per fronteggiare una volta per tutte le accuse a suo carico).
Un processo per cui il cronista pazienta da mesi, recluso nella sua casetta in Gran Bretagna. Per ingannare la spasmodica attesa, c’è chi se lo prefigurava a raccogliere prove che lo scagionassero definitivamente e chi se lo immaginava nell’ombra, pronto a dare in pasto ai lettori ignote nefandezze del governo statunitense.
E invece le aspettative sono state clamorosamente disattese. Perdipiù da Entertainment Weekly, il celebre settimanale di spettacolo, che ha lanciato l’esclusiva: Assange avrebbe siglato accordi coi produttori della serie “I Simpson” per una sua partecipazione allo show. E non in una puntata qualunque: bensì nel 500esimo episodio.
L’obiettivo di Matt Groening (disegnatore e autore dello show), che avrebbe pressato la “casting director” Bonnie Pietilla perché lo ingaggiasse, è risaputo: festeggiare con un personaggio controverso per porre l’accento sulla sregolatezza che ha sempre contraddistinto i toni della serie animata.
Nell’episodio in questione, i Simpson verranno a conoscenza di un comitato cittadino segreto che li vorrebbe fuori da Springfield per le malefatte arrecate. Abbandonata la città, i quattro dimoreranno in un posto immerso nel verde e come vicino di casa si ritroveranno nientepopodimeno che il popolare giornalista.
L’episodio in questione andrà in onda sulla FOX americana il prossimo 19 febbraio, prima che la sentenza dei giudici venga emessa.
Ma non finisce qui: pare che Assange abbia speso energie anche su un altro progetto. Scontando i domiciliari in Inghilterra, avrebbe messo a punto il format di una serie televisiva il cui debutto cadrà a marzo su RT Television, il network russo di lingua inglese.
Quello che il reporter avrebbe intenzione di propinare ai fruitori della rete cable è un collage di interviste alle nuove leve della politica, “che segneranno il panorama amministrativo del domani”. Interviste che avranno luogo, se il processo andrà a buon fine, nella tranquillità della sua casetta in Gran Bretagna. Altrimenti, la prosperosa carriera giornalistica segnerà una battuta d’arresto. E certo non sarà una vittoria per l’agognata libertà di stampa.
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