Liberalizzazioni: mano debole con i poteri forti
Di Michele Laganà il 30 gennaio | ore 20 : 49 PM

Il governo tecnico di Mario Monti, si sta facendo baluardo contro le grandi caste che attanagliano la nostra nazione, con il decreto riguardo le liberalizzazione, in una prima bozza, si erano toccate molte delle grandi lobby attualmente presenti sul territorio. Nella seconda rivisitazione del decreto, quella firmata da Giorgio Napolitano nei giorni scorsi, molti di queste liberalizzazioni sono andate perse ed alcune, si sono trasformate in vere e proprie prese per i fondelli.
Le Banche? Sono Salve. Una delle grandi lobby presenti sul nostro territorio è quella delle Banche. Sono tante e sono sparse su tutto il territorio anche grazie alle loro filiali riescono a guadagnare un minimo su qualsiasi operazione economica si compia sul proprio conto bancario. Nella prima bozza del decreto era previsto l’azzeramento dei costo di commissione per i pagamenti tramite carta di credito presso i distributori di benzina. Nella seconda versione, la norma è stata cancellata.
Aziende Farmaceutiche, sono salve. Le farmacie, quelle che tanto si erano fatte sentire quando venne pubblicata la prima bozza sulle liberalizzazioni, da quando è stata pubblicata la seconda bozza quella poi firmata da Napolitano, sono tornate ad operare nel silenzio di sempre. Motivo? Semplice, la norma che prevedeva la prescrizione da parte del medico di un farmaco alternativo e quindi meno costoso, è stata cancellata. Tale norma, avrebbe portato notevoli vantaggi economici sia allo stato che al cittadino.
Autostrade? La vera presa in giro. E’ propria questa la norma che riputiamo quella che prende più in giro gli italiani. L’ultimo decreto sulle liberalizzazioni, prevede una Price cap, sulle nuove concessioni autostradali. Beh, quella di Autostrade per l’Italia, scadrà nel 2036, fino a tale data, non ce ne saranno di nuove.
La divisione della rete gas? Finzione. Anche questa si sta rilevando come una vera e propria presa in giro. Il secondo decreto, prevede la divisione della rete gas da Eni – Snam Rete Gas riferendosi alla legge del 2006 che ha sua volta si rifà alla legge del 2003 la quale prevede la divisione entro due anni e mezzo dalla pubblicazione.
Insomma, la seconda bozza riguardo le liberalizzazioni è stata una vera manna dal cielo per le grandi lobby presenti sul territorio italiano, al contrario, per gli italiani, sarà l’ennesima presa in giro da parte di un governo, questa volta, non eletto.
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