Haiti, irrintracciabili decine di italiani
Mancano all'appello decine di italiani. Arrivati i primi aiuti da parte degli Stati Uniti
Di Valentina Cervelli il 14 gennaio | ore 09 : 31 AM
Sono circa un centinaio gli Italiani che mancano all’appello della Farnesina, dopo il terremoto che ha sconvolto Port Au Prince. Persone residenti ad Haiti stabilmente, iscritti nei registri dell’Ambasciata, dei quali ancora non si conoscono le sorti.
“Non abbiamo notizie positive”, precisa il ministro degli Esteri Franco Frattini, ma “per fortuna neanche negative”. La situazione a Port Au Prince intanto è ancora catastrofica. I cadaveri giacciono ancora per le strade, aumentando il rischio di malattie, mentre decine di migliaia di persone hanno passato la notte all’esterno adattandosi a dormire per le strade e nei giardini pubblici. Completamente abbattute le comunicazioni. Gli unici contatti con l’esterno avvengono tramite e-mail e tecnologia voip.
Gli Stati Uniti hanno già inviato i primi aiuti in zona: squadre di medici e paramedici sono già arrivati nella capitale ed hanno iniziato a prendere in cura i diversi feriti organizzando ospedali da campo e strutture specifiche per l’assistenza. Decine di tonnellate di alimenti e generi di prima necessità sono stati trasportati nella capitale haitiana per mezzo di veivoli del Pentagono.I militari statunitensi sono già al lavoro per rendere sicuro l’aeroporto di Port Au Prince, gravemente danneggiato dal sisma. A breve arriveranno sul posto anche i primi aiuti italiani.
Questa situazione di stallo, spiegano i media presenti sul posto, potrebbe durare per alcuni giorni. Le notizie che arrivano all’esterno viaggiano sulla rete grazie all’ausilio di generatori elettrici. Le voci, spesso errate, sulle conseguenze del sisma si rincorrono, aumentando la paura della popolazione ed il moltiplicarsi degli atti di sciacallaggio. “Sento colpi di arma da fuoco qui vicino”, racconta la corrispondente della Cnn Sanjav Gupta, “Non ho mai visto cose del genere prima. Anche se odio dirlo, sembra una situazione senza speranza. I cadaveri sono ancora nelle strade”.
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