Governo: No agli incentivi auto per il 2010
Scajola da San Sebastian dà piu' importanza allo sviluppo tecnologico. La reazione dell'associazione concessionari
Di Marco Cerasani il 9 febbraio | ore 20 : 51 PM
Da San Sebastian il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, esprime la contrarietà dello Stato verso gli incentivi al settore auto.”Credo sia opportuno quest’anno dare incentivi ad altri settori che hanno bisogno di essere spinti”. L’auto sarà incentivata dal governo solo in ambito di innovazione e di ricerca. A seguito di settimane di tavole e discussioni tra questo e i vertici dell’azienda torinese, la posizione della Fiat non manifesta alcun cambiamento. Resta critica la situazione dello stabilimento di Termini Imerese la cui chiusura dovrebbe avvenire entro il 2011. In occasione del consiglio informale dei ministri dell’Industria europei che quest’anno si sta svolgendo in Spagna, il ministro Scajola afferma la necessità di investire sulla produzione di auto elettriche; l’unica mossa che potrebbe salvare lo stabilimento siciliano dall’imminente chiusura.
Il segretario della Cgil Epifani chiede però di anticipare l’incontro sulla situazione di Termini Imerese programmato per il 5 marzo. Indispensabile per la produttività dello Stato è, secondo il segretario, preservare la produzione dell’auto, unico baluardo contro la caduta dell’occupazione. “Ogni soluzione diversa”, aggiunge, “riduce la vocazione industriale e non è grado di mantenere l’occupazione diretta e indiretta”. Mentre Il segretario della Uil Luigi Angeletti, giudica di buon occhio la decisione del governo: “Continuiamo a deresponsabilizzare l’azienda torinese per le cose che fa mentre invece Termini Imerese è un problema della Fiat rispetto al quale governo, Regioni e sindacati possono solo dare una mano. Non mi sembra la strada giusta quella per la quale le imprese private che aprono con soldi pubblici poi chiudono quando non guadagnano, e ci deve pensare lo Stato. Sarebbe molto utile raccontare oggi agli italiani che sono gli imprenditori che possiedono le aziende, hanno loro la responsabilità di farle funzionare”.
Ad esprimere la sua voce è anche la Federaicpa (l’associazione dei concessionari nazionali riuniti di autoveicoli). Il presidente Filippo Pavan Bernacchi afferma che “è sbagliatissimo parlare di incentivi all’auto come fossero ‘incentivi alla Fiat’. Il nostro settore ha bisogno di essere supportato perchè rappresenta il 12% del PIL italiano e impiega circa 400.000 addetti che, quasi sempre, non sono coperti dagli ammortizzatori sociali. Aiutare l’auto significa quindi investire su migliaia di aziende presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, e contribuire a traghettare il sistema-Paese fuori dalla stagnazione”. Per l’associazione, dunque, la Fiat non sarebbe l’unica beneficiaria degli incentivi auto, ma l’intero settore dell’automotive. La richiesta della Federaicpa è quella di un rinnovo degli incentivi per 12 mesi con un sistema di decrescita previsto, garantendo così uno svincolamento progressivo e garantito dalla manovra.
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