Governo Monti sempre peggio. Servono le elezioni
Di Federico Catani il 29 novembre | ore 17 : 25 PM
E così il governo Monti è al completo. Con la nomina e il giuramento di viceministri e sottosegretari (e a dir la verità anche di un nuovo ministro, quello alla Funzione pubblica Patroni Griffi), il golpe ha raggiunto l’apoteosi. Peccato che, nonostante le scelte siano state effettuate col manuale Cencelli, appare del tutto evidente che il nuovo esecutivo è leggermente sbilanciato a sinistra. Infatti il Pdl mugola e borbotta, lamentando la scarsa capacità di negoziazione di Alfano. Bisogna dire la verità: non provo pena per nessuno. Se il partito di maggioranza relativa non è soddisfatto è solo colpa sua. Non glie l’ha mica ordinato il medico di votare la fiducia al professore della Bocconi!
Il nuovo governo è pieno di contraddizioni e in certi dicasteri è caratterizzato dalla coabitazione di personalità agli antipodi. Come farà a prendere le decisioni che servono al Paese? Come riuscirà ad evitare l’immobilismo? Non ci è dato saperlo. Ma questo accade quando si mandano ai posti di comando persone che nessuno ha eletto e votato. Questo accade quando si cerca di accontentare tutti, almeno all’apparenza. Il risultato che ne verrà fuori sarà disastroso, salvo miracoli dell’ultima ora. Naturalmente, qualora Monti e i suoi amici professori e banchier riusciranno nel breve periodo a risolvere gran parte dei problemi nostrani, saremo ben felici di ricrederci.
Per il momento saremo costretti a svolgere i compiti a casa assegnatici dai maestri Merkel e Sarkozy e pure a sorbirci la solita retorica europeista di cui il nuovo esecutivo costituisce la cassa di risonanza. Anziché riconoscere il fallimento dell’euro e dell’Unione europea, continuiamo ad ubriacarci con l’esaltazione senza se e senza ma dell’Europa. Certe lobby al potere, che mirano soltanto alla distruzione degli Stati nazionali, usano ogni mezzo per ipnotizzarci. E noi ci caschiamo come dei polli. Del resto, anche chi dovrebbe vigilare e metterci in guardia, sembra dormire o essere connivente con il progetto eurocratico. Mi riferisco in special modo alla Chiesa, ma anche ai partiti storicamente ostili al dissolvimento delle identità dei popoli. Queste forze politiche però, come la Destra o la Lega hanno l’attenuante di essere state messe all’angolo dal sistema. Anzi, i leghisti, che erano nella maggioranza, hanno dimostrato a tutti di avere fegato, preferendo agli onori la battaglia politica e l’ostracizzazione.
Però nulla è ancora perduto. C’è sempre una strada percorribile: far cadere il governo al primo passo falso e chiedere con forza le elezioni anticipate. Era una via da imboccare sin dall’inizio. Ma c’è sempre tempo per cambiare idea.








