Governo alle Regioni: con sanità commissariata aumentare le tasse
Nuove tasse per ripianare il deficit sanitario
Di Diego Mastroberardino il 14 maggio | ore 11 : 03 AM
Il Governo decide di fermare l’erogazione dei fondi FAS, fondi europei per le aree sottoutilizzate, alle regioni che hanno accumulato debiti nella Sanità. Gli abitanti del Lazio, della Campania, della Calabria e del Molise potrebbero vedersi aumentare le tasse. Tutte insieme le Regioni hanno accumulato nel tempo debiti per 3,7 miliardi di euro.
I Governatori delle Regioni interessate, ricevuti ieri mattina a Palazzo Chigi per la riunione del Consiglio dei Ministri, dovranno prima preparare precisi piani di rientro per sanare il deficit ed in seguito potranno utilizzare i fondi FAS. Il Ministro Altero Matteoli, che ha presieduto la riunione vista l’assenza per motivi di salute del premier Silvio Berlusconi, ha spiegato che le Regioni dovranno aumentare le tasse fino a coprire un terzo del debito e la restante parte sarà sanata con l’aiuto del Governo. Il Ministro della Salute Fazio ha commentato che i fondi FAS non sono un Bancomat dal quale attingere denaro. Ogni Regione dovrà assumersi la responsabilità della gestione di un settore di primaria importanza come quello della sanità e dovrà altresì agire sul fisco per riportare i conti nella norma.
Una doccia fredda per i Governatori delle regioni indebitate. Il Governatore del Lazio, Renata Polverini, afferma che le addizionali sono già al massimo ed eventuali aumenti delle imposte graverebbero sulle tasche dei cittadini. “E’ assurdo, iniquo e incomprensibile”, afferma Michele Iorio, presidente del Molise, “Bene il rigore, ma bisogna chiarire quali sono i diritti del Molise e quali i suoi doveri”. «Speravamo di poter accedere ai fondi Fas ma i ministri competenti prevedono che sia prima approvato un piano di rientro dal deficit e solo dopo sarà possibile accedere ai Fas», spiega il governatore della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti. «Questo è stato solo il primo confronto ma ci rivedremo per concordare le procedure dei piani di rientro – sottolinea il governatore calabrese -. Per quanto riguarda la Calabria abbiamo ereditato una situazione difficile, il piano di rientro approvato lo scorso 17 dicembre dall’amministrazione Loiero ad oggi non è stato ancora rispettato ed il nostro debito è sconosciuto al punto che abbiamo chiesto alla Kpmg di lavorare giorno e notte per certificarlo. C’è chi dice che sia 2,1 miliardi ma altri dicono che sia 1,1 miliardi perché ci sono crediti non quantificati che vantiamo».
Da qui fino alla fine di maggio saranno allestiti tavoli tecnici tra Regioni e Tesoro per definire la situazione. Tirano un sospiro di sollievo la Sicilia, l’Abruzzo, il Piemonte e la Lombardia, il cui Governatore Formigoni ha commentato così la decisione del Governo : “Chi rompe paga” o meglio “chi ha i buchi ripiani”.
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