Google può acquisire Motorola, ok da Unione Europea e Stati Uniti
Un matrimonio minacciato dalle circostanze prima ancora della sua "celebrazione". Buone notizie per Google e Motorola.
Di Ferdinando Toscano il 15 febbraio | ore 02 : 00 AM
Domande. Google e Motorola, per sposarsi, hanno da domandare. Nessuna ipotesi fuitina per loro: se matrimonio dev’essere, mano alla “famiglia” bisogna chiedere, e così è stato – almeno finora – da parte delle due compagnie per un accordo secondo cui la prima acquisterà la seconda azienda per la non proprio modesta cifra di ben 12,5 miliardi di dollari.
Comando. Annunciata dall’agosto scorso, infatti, molte questioni da ogni parte del mondo aveva suscitato quest’acquisizione tanto importante: Google, comprando Motorola, rischia di “monopolizzare” troppo i suoi circa 17.000 brevetti chiedendo compensi e percentuali ad altre aziende su ogni singola vendita o sullo sviluppo dei loro prodotti.
Dubbi. I dubbi, in particolare, erano sorti a seguito di alcune perplessità riguardo licenze e brevetti relativi agli standard delle moderne connessioni wireless, potenzialmente usabili per “minacciare” e svantaggiare numerose aziende concorrenti, Microsoft ed Apple comprese, con cui Motorola già intrattiene da lungo tempo questioni legali non ancora risolte e recentemente oggetto di particolare attenzione di Google, quantomai preoccupata per le sorti di quella che diventerà una sua controllata.
Il si. Il via libera per continuare con le trattative per questo interessante e nuovo capitolo dell’economia mondiale è arrivato da poche ore, quasi contemporaneamente, sia dall’Unione Europea mediante la voce del commissario per la Concorrenza Joaquin Almunia, sia dal Dipartimento di Giustizia Americano mediante più portavoci. I due importanti enti internazionali, non trovando nulla di illecito per poter bloccare questo progetto, hanno dovuto praticamente arrendersi alle volontà delle due aziende pur esprimendo entrambe “preoccupazione” in particolare riguardo all’uso, come si diceva, “sempre più strategico dei brevetti”.
Freddezza. Nessun cavillo trovato, dunque, ma di certo poca gioia da parte dei due enti di vigilanza che, a quanto pare, non sono stati rassicurati prevalentemente dai toni usati da Google, troppo vaghi e distanti per fare di promesse propositi ancora tutti da verificare e troppo orientati, secondo molti, al volere una poco leale affermazione di Android sul mercato mondiale. Non resta che aspettare il beneplacito di altri Paesi tra cui Israele, Taiwan e Cina per poter dire davvero che, pur se sotto stretta sorveglianza, questo matrimonio, parafrasando il Manzoni, s’avrà davvero da fare.
Related Posts
-
18 April at 17 : 17 PM 0
Audi compra Ducati: cosa cambierà
-
15 April at 12 : 35 PM 0
Top week: i più letti dal 9 al 15 aprile 2012
-
12 April at 13 : 07 PM 0
Arriva la tassa sugli sms
-
7 April at 16 : 27 PM 0
Vacanze di Pasqua? Attenzione alla tassa di soggiorno









