Giustizia & Casta
Di Fulvio DAmico il 22 luglio | ore 08 : 14 AM
Evitare la confusione dei ruoli tra politica e giustizia
E’ quanto chiede il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano durante il discorso rivolto ai giovani uditori giudiziari al Quirinale.
Napolitano ha chiesto ai neo magistrati di evitare condotte che creino confusione, evitare funzioni politiche varie, evitare strozzature nel sistema della giustizia, evitare insomma di rendersi protagonisti a livello mediatico e sociale.
Afferma il Presidente: “L’affermazione e il riconoscimento del ruolo dei magistrati non può prescindere dal rispetto dei limiti che, di per se stesso, tale ruolo impone. Il magistrato deve assicurare, in ogni momento, anche al di fuori delle sue funzioni, l’imparzialità e l’immagine di imparzialità su cui poggia la percezione che i cittadini hanno della sua indipendenza e quindi la loro fiducia”. E aggiunge: “Alle intercettazioni non sempre si fa ricorso solo nei casi di ‘assoluta indispensabilita’, come invece insegna la Corte di Cassazione”.
Il Presidente sprigiona nuovamente il suo classico aplomb diplomatico. Un colpo al cerchio ed uno alla botte. Ma, come affermava qualcuno, le parole sono importanti. Importanti non per il loro significato intrinseco bensì per il loro momento storico. Una parola detta oggi non ha lo stesso significato della medesima parola detta domani, o dopodomani.
Il concetto chiave dell’intero discorso è centrato nella sobrietà e nell’imparzialità. Cosa vi ricordano tali caratteristiche? Qual’è la prima cosa che vi salta in mente? Nulla viene detto per caso. Nulla.
Tutto ha uno scopo. Tutto ciò che viene comunicato ha un determinato e preciso ricevente. Napolitano non si rivolgeva solo ai magistrati. Napolitano parlava alla casta. A chi ha il potere e non vuole perderlo. A chi lo difende con i denti e con la spada, ad ogni costo ed a scapito di chiunque. E la casta, badate bene, non sono i politici da quattro soldi. Non sono gli pseudo agenti segreti. Non sono gli imprenditori arricchiti grazie ad alcune azioni comprate per insider trading. Nulla di tutto ciò. La casta nessuno la può votare. Non si metterebbe mai in mano ai cittadini direttamente. Non dividerebbe mai il suo scettro con alcuno.
La casta è il cuore pulsante del Paese. Di tutti i Paesi. Ogni Stato ha la sua e sono tutte in contatto, in un modo o nell’altro. Referendum abrogativi, mezzi di comunicazione, salari, sono dappertutto. In ogni scelta o decisione. Ed il Quirinale ne è cosciente. A loro era rivolto il messaggio. A loro è richiesta moderazione e sobrietà. Loro che facevano di tali caratteristiche il proprio vanto principale. Probabilmente hanno perduto la retta via. Ma c’è ancora tempo per ritrovarla. Basta avere fiducia, essere uniti e consapevoli del ruolo che si ricopre.
Ma chi sono realmente? Voi lo avete capito?









gino, 10 meses fa
Lancio un’idea…
Parto dalla constatazione della enorme potenzialità della rete e faccio appello ad un web developer di buona volontà che predisponga un sito/blog ove sia consentito ad ognuno di poter “spifferare” un privilegio/spreco di denaro pubblico, di cui sia a conoscenza. Il sito dovrebbe raccogliere descrizione, ente interessato, possibile rimedio e costo annuale presunto. Il risultato sarebbe la disponibilità di una sorta di “libro nero” degli sprechi (prodotto dalla vox populi) che permetterebbe di fare (per la prima volta) una manovra finanziaria mirata, senza tagli lineari (lavoro che avrebbero dovuto fare e non l’hanno mai fatto, i ministri finanziari fino ad oggi succedutisi). Nel sito si potrebbe visualizzare un “contatore” dei costi presunti “recuperabili” così da indicare, in tempo reale, l’entità della manovra finanziaria. Un sistema di RSS potrebbe fornire aggiornamenti agli abbonati…. anche sul cellulare. Un pò di banner pubblicitari potrebbero compensare gli sforzi dei promotori.Evviva internet.