Genova: attentato esplosivo in edificio per immigrati nordafricani
La deflagrazione, avvenuta ieri sera, non ha provocato feriti, poiché la struttura era vuota. A causare lo scoppio, un ordigno rudimentale. In corso le indagini
Di Michele Pacella il 13 aprile | ore 08 : 00 AM
È di chiara origine dolosa l’attentato che ieri sera ha provocato una deflagrazione e un conseguente incendio all’interno di una struttura per l’accoglienza degli immigrati africani a Genova. L’ordigno rudimentale utilizzato non ha provocato feriti, poiché l’edificio era disabitato, né sono stati ingenti i danni alla struttura. Non è stata effettuata ancora nessuna rivendicazione, mentre le forze dell’ordine indagano sulla vicenda.
L’episodio è avvenuto nella serata di ieri in via Palazzo della Fortezza, al civico 14, nel capoluogo ligure. La struttura colpita è un ex edificio scolastico in zona Sampierdarena, a Ovest della città. La scuola in questione, vale a dire l’istituto Casaregis, era stata indicata dal Comune di Genova come una delle possibili sedi per l’accoglienza dei migranti che, da Lampedusa, dovranno essere smistati in varie parti della Penisola. Le forze dell’ordine sono state allertate nella serata di ieri da una chiamata giunta da un passante, il quale si trovava nei pressi del luogo dell’incendio e ha udito l’esplosione. Sul posto sono immediatamente giunti i vigili del fuoco, i carabinieri, i vigili urbani e la polizia. Al termine delle operazioni di spegnimento del rogo, gli inquirenti hanno potuto constatare l’entità dei danni subiti dalla struttura e ritrovare l’ordigno che ha causato l’incendio.
L’ex scuola ha riportato danni lievi causati dalle fiamme, in particolare alcuni vetri infranti durante l’esplosione. A causare lo scoppio è stato un ordigno rudimentale, costruito utilizzando una bombola colma di gas e un petardo a fare da miccia per l’innesco dell’esplosione. Le tracce di quest’ultima “bomba artigianale” sono state prelevate dagli inquirenti e trasferite in laboratorio, per essere sottoposte ai rilievi di rito. Al momento non è stata rinvenuta alcuna rivendicazione per l’atto intimidatorio di martedì sera, mentre proseguono le indagini al riguardo.
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