Foto7: le foto migliori della settimana
Di Gabriele Cazzulini il 3 ottobre | ore 09 : 29 AM
Sette foto per sette giorni: per vedere il mondo negli occhi.
Ogni lunedì Visualista racconta la settimana appena conchiusa con una raccolta di sette foto, una per ogni giorno della settimana, ognuna focalizzata sua situazione emblematica, straordinaria, rivelatrice della realtà prima ancora che la verità sia descritta, analizzata, scomposta, frantumata e ricomposta in linguaggio.
La prima riguarda una donna musulmana. Ma non è una donna anti-conformista, di quelle che col burqa si ci vorrebbero pulire le parti intime. Lei il burqa o il niqab (versione “light” del burqa) lo rispetta, lo adora, lo vuole per tutte. Lei si chiama Kenza Drider e vuole candidarsi alle presidenziali francesi del 2012. Vuole sconfiggere il bonapartismo post-bonarparte di Sarkozy ma anche lo stagionato femminismo socialista di Sègolène Royale e dell’ex marito François Hollande, una ex coppia unita solo dalla competizione per la nomination socialista. Kenza Drider se ne sbatte del divieto di indossare in pubblico il burqa. Se ne frega dei diritti delle donne e si fa ritrarre, come in questa foto, con una versione photoshoppata del celebre dipinto di Delacroix dove Marianna è tutta bella fasciata da un burqa rosso. Manca la falce col martello, o il carrello, e il trittico islamista-bonapartista-capitalista è completo. Ma anche in Italia qualcosa si muove…
Sono finiti i tempi di Jan Palach, lo studente cecoslavacco che si diede fuoco nel 1969 per protestare contro l’invasione sovietica del suo paese. Qui un cittadino greco si da fuoco come estremo gesto di disperazione per la crisi economica. L’ultimo bollettino dal letto di morte della Grecia riporta il licenziamento di oltre 30,000 dipendenti pubblici – e neppure quest’amputazione sembra poter bloccare l’infezione del debito pubblico.
A Barcelona, in Spagna, hanno detto addio, pardon: adiòs, alle corride - anche se quest’ultima, guardando alla foto, sembra essere stato un trionfo. Amano i tori ma amano vederli morire, per l’ultima volta?
Katmandu, capitale del Nepal, classico staterello bonsai che rimane scolpito nella memoria con facilità impressionante. Qui c’è un piccolo katmandese (non so bene come si chiamino gli abitanti di Katmandu) trova riparo dalle ciclopiche piogge che flagellano la piccola capitale del suo piccolo paese. Tutto piccolo, ma deliziosamente raffigurato nel candore di questa fotografia.
Il riflesso di una donna manager in un grattacielo cinese diventa l’istantanea che cattura evoluzione e contraddizioni della Cina 2011. Donne asiatiche alla riscossa, emancipate da millenarie sudditanze, ma ancora senza volto, sfuggenti come ombre di passaggio, come riflessi, come questo – un’immagine che non esiste.
Donne in processione alla festa della croce, nella chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme. E’ la commemorazione della croce su cui fu crocifisso Gesù.
In Somalia ci sono bambini come questi che nascono solo per aspettare di morire di fame, mentre il mondo aspetta solo che muoiano.
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Saravergericupiello, 7 meses fa
“La prima riguarda una donna musulmana. Ma non è una donna anti-conformista, di quelle che col burqa si ci vorrebbero pulire le parti intime [...]” certo che, se questo e’ l’ inizio, siamo veramente alla frutta. E’ raccomandato a chi lascia il commento di non mettere “contenuti offensivi, istigativi a delinquere, razzisti, diffamatori, che contengono turpiloquio”, bene, allora, molto gentilmente vi dico di dire al Sig. Gabriele Cazzulini, che ci sono molte parole nel vocabolario italiano, senza usare quelle che ha usato per iniziare questa sequenza d’immagini. E magari un po’ piu’di sensibilita’ non sarebbe guastata. Capisco che si voglia…..mah, cosa si vuole dire??? E magari un controllino in piu’ alla stesura dell’articolo non sarebbe male farlo. Distinti saluti.