Food boost
Di Giordano Masini il 29 luglio | ore 12 : 20 PM
Come non ci stanchiamo di ripetere, è l’espansione del ceto medio asiatico il motore del balzo in avanti dei prezzi delle materie prime agricole, non la speculazione sui derivati né tantomeno le chiacchiere. Secondo Michael Dwyer, direttore della divisione di analisi delle politiche globali presso il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti,
la classe media cinese è destinata a balzare dai circa 100 milioni di famiglie nel 2009 a circa 325 milioni nel 2020.
E di conseguenza
Il commercio agricolo globale può facilmente superare i 1.000 miliardi dollari entro il 2020, da una cifra stimata di 700 miliardi nel 2011.
E se queste sono ipotesi, basta dare un’occhiata a notizie come questa, o questa, o magari anche quest’altra per farsi un’idea della dimensione del fenomeno. Il treno sta passando, e si può scegliere di salire o di rimanere in sala d’attesa, come sembrano continuare a voler fare l’Italia e l’Europa, convinte come sono che l’agricoltura serva a tutto fuorché a fornire cibo a chi è disposto a pagarlo e profitto chi è in grado di produrlo. Pazienza, vada come vada, come ci ricorda Michael Dwyer,
alla fine della giornata l’offerta e la domanda devono trovare un equilibrio e il meccanismo razionale che permette di raggiungere questo equilibrio è il prezzo.
Il che significa, sostanzialmente, che certe opportunità andrebbero colte quando si presentano.
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