Che fondamento hanno le manovre della Bce?

Di Simone Ricci il 9 luglio | ore 10 : 39 AM


L’eredità che lascia Jean-Claude Trichet a Francoforte non è delle più semplici da digerire: gli ultimi provvedimenti ne sono una chiara testimonianza, come ad esempio l’aumento dei tassi di interesse che è stato ratificato ieri dalla Banca Centrale Europea, una mossa che comunque era ampiamente prevedibile. L’attuale costo del denaro è pari all’1,5%, grazie agli 0,25 punti percentuali che sono stati aggiunti, ma non si esclude un ulteriore rialzo negli ultimi mesi di questo 2011. Cosa vogliono significare tutti questi numeri? Le preoccupazioni per le condizioni di salute dell’eurozona non sono ancora state alzate e la stessa Bce vuole dimostrare che la tranquillità può essere instaurata.

Trichet, il quale già sa che dovrà lasciare la presidenza a breve in favore di Mario Draghi, aveva lasciato intendere questi incrementi ad aprile, specificando che gli sviluppi monetari dell’area dell’euro sarebbero stati monitorati in maniera costante. I consumatori potrebbero subire ripercussioni pesanti da queste manovre, tanto che la scelta dei mutui bancari sarà praticamente obbligata: con tassi di questo tipo, infatti, si predilige di solito il tasso variabile, per il momento le economie periferiche sono quelle destinate a soffrire di più.

Ma la decisione che stiamo approfondendo è giusta oppure sbagliata? Se si ragiona in termini di economia reale, allora si potrebbe pensare che il “ritocchino” è stato troppo anticipato dal punto di vista temporale, proprio per le conseguenze già citate su consumi e famiglie, già alle prese con una situazione non semplice.

Ma la Bce ha voluto drenare il quantitativo massimo possibile di liquidità, in molti rimproverano all’istituto di occuparsi eccessivamente di tematiche macroeconomiche, piuttosto che ricordarsi il suo compito principale, vale a dire quello di “controllore” della stabilità dei prezzi. Le banche europee dovranno ora gestire somme maggiori di denaro rispetto ai mesi precedenti e occorrerà valutare quali saranno gli investimenti più opportuni, ad esempio la giusta alimentazione per il settore del credito.

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Un Commento

  1. Maurizio, 10 meses fa Replica

    La Bce ha fatto benissimo ad alzare i tassi, l’economia europea va vista nel suo insieme e non per singoli stati.
    I problemi del sud Europa non si risolvono con i tassi a zero, anzi, sono stati proprio quelli ad innescare un continuo indebitamento da parte di stati che hanno vissuto sopra i propri mezzi.
    Ante euro, questi stati pagavano tassi che quelli di oggi sembrano nulla a confronto, ma non contenti di questo enorme vantaggio dato dall’euro, hanno pensato bene di arrivare perfino a truccare i bilanci.
    L’economia europea sta procedendo nel suo insieme sulla strada giusta, i sacrifici richiesti vanno nella giusta direzione e le valutazioni di alcune agenzie che davano alla lehmann la tripla aaa, farebbero meglio a guardare a casa loro (Stati Uniti), dove li nessuno fa nulla per risolvere il problema debito e deficit mostruoso che si sta creando.
    L’Europa da qui a pochi anni avrà un pareggio di bilancio annuale e successivamente il debito complessivo (gia oggi piu basso di Stati Uniti e Giappone), si riporterà nei parameri di maastricht come stabilito.
    L’ultima cosa da capire è solo che le economie troppo sbilanciate sul lavoro pubblico e poco su quello privato vanno riequilibrate privatizzando, ristabilendo così una migliore competitività. I tempi delle svalutazioni ..tanto qualche altro pagherà..sono finiti.


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