Fini e le sue promesse da marinaio
Di Federico Catani il 14 dicembre | ore 08 : 26 AM
Lei aveva promesso che si sarebbe dimesso quando Silvio Berlusconi avrebbe lasciato il governo. Come mai Berlusconi si è dimesso e lei no?
Questa la domanda rivolta a Gianfranco Fini da uno studente della Luiss “Guido Carli” di Roma. Il Presidente della Camera è stato infatti invitato dall’Università della Confindustria per concludere il ciclo di lezioni di filosofia politica tenuto dal professor Sebastiano Maffettone (e già questo la dice lunga su molte cose…).
Ebbene, di fronte al quesito posto dal giovane, la terza carica dello Stato non si è scomposta affatto, non ha provato un minimo di vergogna e, sorridendo, ha spiegato candidamente le sue ragioni.
Io ho detto che mi sarei dimesso quando lo avrebbe fatto Berlusconi. Ma le dimissioni di Berlusconi sono arrivate dopo la constatazione del venire meno della solida maggioranza di cui disponeva
Così parlò Fini. Ancora una volta, quindi, nessuna risposta convincente. Nessun disagio. Niente. Solo la conferma di un attaccamento alla poltrona paragonabile a quello dei peggiori democristiani della Prima Repubblica. E in effetti ora il Presidente della Camera gioca a fare il centrista, non rendendosi conto che è patetico. Senza contare, tra l’altro, che se Berlusconi è stato costretto a lasciare palazzo Chigi, se per un anno ci sono stati problemi al governo e se ora ci ritroviamo nelle mani di Mario Monti, la colpa è proprio sua, di Gianfranco Fini, che ha preso in giro gli elettori e ha mandato all’aria diciassette anni di storia politica. Per ottenere non si sa cosa. Anzi, qualcosa l’ha avuta, proprio grazie al tanto odiato Cavaliere: lo scranno più alto di Montecitorio, che ora non pensa nemmeno per un secondo di lasciare. Alla faccia dello stile e dell’onore.
Insomma, pare che le promesse vadano mantenute solo dagli altri. Fini è bravo solo a parlare, a puntare il dito, a criticare. Quando si tratta di dare l’esempio se la svigna. Grazie alla domanda dello studente della Luiss abbiamo avuto un’ulteriore dimostrazione, se mai ce ne fosse stato bisogno, che le promesse del leader di Futuro e Libertà sono promesse da marinaio. Meglio non fidarsi di un uomo che ha rinnegato sempre tutto e ha tradito ogni rapporto umano. No, di politici come Fini ne abbiamo le tasche piene. La presunta Terza Repubblica ha bisogno di altri uomini. Il problema è riuscire a trovarli.









maria assunta pisu, 5 meses fa
Siamo nelle mani di Mario Monti? Ma lei viene da Marte? 17 anni di storia politica? cioè di processi, Bunga Bunga, Scandali, Lele Mora, Tarantini, Lavitola, Minetti, Scipoti…in 17 anni c’è forse stata una liberalizzazione fatta dal popolo della libertà? Hanno abolito le province? Hanno dimezzato i parlamentari? QUANTI SOTTOSEGRTARI C’ERANO AL GOVERNO? e LA LEGGE PORCELLUM?
Povera Italia.