Fiat: ieri è stato l’ultimo giorno di Termini Imerese

Chiuso lo storico stabilimento di Termini Imerese. Delusione e rabbia degli operai, che da ieri sera presidiano i cancelli per impedire l'uscita delle circa 1.000 Lancia Ypsilon già assemblate che dovrebbero essere pronte per la spedizione nelle concessionari.

Di Salvatore Giambelluca il 25 novembre | ore 07 : 06 AM


Dopo 41 anni alle 22 di ieri sera ha chiuso i battenti la Fiat di Termini Imerese. Ieri l’ultimo giorno di produzione, da oggi fino al 31 dicembre gli operai saranno in cassa integrazione. Rabbia e impotenza da parte degli operai che da ieri sera sostano davanti i cancelli dell’azienda per non fare uscire le ultime Ypsilon prodotte in Sicilia dallo stabilimento. “Da qui non ce ne andremo finché non sarà firmato un accordo che garantisca tutto il personale”, dice Roberto Mastrosimone, esponente della Fiom e storico protagonista della lotta delle tute blu di Termini Imerese.

Trattati come i cani. Parole di rabbia e sgmomento quelle degli operai dopo l’ultimo giorno di lavoro: «Dopo 35 anni abbiamo fatto la fine del topo». «Il primo dicembre faccio 35 anni di lavoro in Fiat, il signor Marchionne non sa il danno che ha fatto. Cosa facciamo con le nostre famiglie?». «Ho le palpitazioni, dopo 36 anni di lavoro qui dentro». «Ci hanno trattato come i cani» .

Sedotti e abbandonati. Dure le parole del parroco di Termini Imerese, padre Ciccio Anfuso, intervenuto dal palco davanti ai cancelli della Fiat: « Quando Gianni Agnelli si affacciava dalla “tunnaredda”, a Termini Imerese, diceva che era bellissima. Hanno sfruttato, sedotto e abbandonato questa terra, dove Fiat produceva mille auto al giorno. Si sono innamorati di questo luogo e adesso che non c’è più niente da spremere vanno via. Sono qui per dire che un uomo senza lavoro è un uomo senza dignità, perchè non può sostenere le proprie famiglie». Il parroco ha inoltre invitato chi sta “più in alto” di fare qualcosa per questi lavoratori: «loro hanno la possibilità di mettercela tutta per cambiare le cose».

Presente ieri anche il leader della Fiom Maurizio Landini che parla di atteggiamento inaccettabile e sberleffo ai lavoratori: «Lo snodo per un accordo per Termini Imerese è rappresentato dagli incentivi che abbiamo chiesto a Fiat per accompagnare alla pensione centinaia di lavoratori. Ma finora, in modo non accettabile, l’azienda ha rifiutato di applicare le tabelle che ha sempre applicato anche a Pomigliano e Cassino: un atteggiamento arrogante, autoritario, un sberleffo ai lavoratori».

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