Fiat disdice gli accordi sindacali

Di Giovanni Lembo il 22 novembre | ore 15 : 10 PM


I Sindacati non l’hanno certo presa bene. Ci sarà tempo per ulteriori incontri, modifiche e/o marce indietro (in realtà improbabili) ma per ora la notizia bomba, arrivata via lettera ai sindacati, è che Fiat Group Automobiles ha disdetto, dal primo gennaio 2012, tutti gli accordi sindacali vigenti e “ogni altro impegno derivante da prassi collettive in atto” in tutti gli stabilimenti automobilistici italiani. Tutto questo “in vista di un riassetto e di una armonizzazione delle discipline contrattuali collettive aziendali”.

Nella stessa lettera inviata da Fiat ai sindacati si fa riferimento a successivi incontri per valutare la situazione e predisporre nuove intese collettive “per assicurare trattamenti individuali complessivamente analoghi o migliorativi rispetto ai precedenti”.

A caldo, ecco alcuni commenti da parte di sindacati e politici: Maurizio Landini (Fiom-Cgil) aveva annunciato: “Andremo avanti con azioni legali. La Fiat non ha il potere di decidere se dobbiamo esistere o meno”. Diliberto: “Indegno colpo di mano”. “Sui dipendenti è stata scaricata l’incapacità di fabbricare automobili innovative, ad alto valore aggiunto e di venderle sul mercato – dicono in una nota congiunta il presidente dell’Idv, Antonio Di Pietro, e il responsabile lavoro del partito, Maurizio Zipponi – sono due anni che l’IdV denuncia il rischio della chiusura o del ridimensionamento degli stabilimenti Fiat in Italia e la volontà dell’azienda di spostare la produzione all’estero e la testa negli Stati Uniti. Oggi è arrivata la conferma delle nostre preoccupazioni. Questo governo deve chiedere agli industriali credibili di rivedere la decisione di chiudere gli stabilimenti dell’azienda torinese in Italia”.

Intanto la notizia, per la Borsa, è stata una vera e propria bomba: dopo l’annuncio i titoli di Fiat e della capogruppo Exor sono crollati del sette per cento.

La disdetta degli accordi sindacali, secondo l’azienda, è una conseguenza dell’entrata in vigore dell’accordo di primo livello che sarà operativo dal 1 gennaio 2012, cioè il nuovo contratto sul modello di quelli siglati a Pomigliano, accordo approvato dagli operai dello stabilimento Giambattista Vico con il referendum del 22 giugno 2010, e Mirafiori. In che vuol dire, in breve: turnazioni articolate su 18 turni settimanali, introduzione di sanzioni individuali e collettive, ritocchi al lavoro straordinario, cancellazione dei primi tre giorni di malattia.

La data del primo gennaio 2012 corrisponde anche a quella dell’uscita ufficiale del gruppo Fiat da Confindustria e da Federmeccanica.

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